February 2009

Novità nel mio lavoro

rai_aosta_sede.jpgAspettavo oggi per scriverne e l'ho fatto per correttezza. Dopo 22 anni di aspettativa dalla Rai torno in azienda, dove entrai poco più che ventenne nel 1980 e che lasciai nel 1987, mettendomi in aspettativa per mandato politico.
La scelta è dovuta al fatto che il professionismo politico non è giustificato dal ruolo di consigliere regionale semplice che attualmente ricopro ed è resa possibile dal cambio di status giuridico della Rai.
Come sempre avviene, questa decisione sarà variamente commentata: io garantisco serietà sia nel lavoro che nel mandato elettivo, avendo la contezza di come tener separati i ruoli.

Nucleare

simpson_centrale.jpgRicordo come in occasione dei referendum sul nucleare nel 1987 ragionassi su di un fatto: se il tema era davvero la pericolosità, allora per i valdostani - fra centrali francesi e svizzere - nulla sarebbe cambiato.
Ma il risultato, complici gli avvenimenti di Chernobyl, fu chiaro ed essendo l'Italia un Paese ipocrita l'Enel investì negli impianti francesi e venne costruito il brutto elettrodotto sul nostro territorio per trasportare principalmente quell'energia.
Adesso si annunciano quattro centrali nucleari in Italia: io non ci credo, perché quando saranno scelte le localizzazioni fioriranno le proteste.

Dicono di noi

ballaro_studio.jpgNon mi stupisco di trasmissioni come "Ballarò". La logica è la solita: arrivano gli inviati, che non sanno un tubo e sono imbevuti di pregiudizi e con la licenza di uccidere. I servizi sono montati con malizia, senza repliche e in studio si invitano solo accusatori che ti danno in testa.
Questo è il destino della nostra Autonomia speciale, rappresentata con lenti deformate, che ci rendono ridicoli come fenomeni da circo. La storia e le istituzioni non c'entrano: senza alcun rispetto si finisce in un tritacarne. Venghìno, signori, venghìno!

Le futur du "Peuple valdôtain"

On me raconte que pendant les rencontres que les dirigeants du Mouvement ont avec les responsables des différentes sections en cette période, le destin du "Peuple" est un des arguments souvent traités.
Cela ne m’étonne pas: nous sommes tous conscients que cet organe, désormais ancien et qui s’est avéré très utile pendant des décennies, a, ou devrait avoir, la fonction d’informer les membres du parti, donc l’intérieur, et les autres, l’extérieur. Toutefois la société et les instruments de communications ont profondément changé dans les dernières soixante années; on doit y réfléchir et on ne peut sans doute pas se contenter de faire référence à la tradition et à la continuité, puisqu’il s’agirait d’un discours perdant, comme le prouve la lente disparition des journaux de parti en Italie.
Je le dis en tant que journaliste (c’est mon premier métier!) et je crois être parmi les rares personnes qui écrivent dans le Peuple depuis vingt-trois ans, en recouvrant aussi des rôles dans la direction du journal, jusqu’au moment de ma récente démission qui n’a suscité ni clameur ni remerciements (tous ceux qui sont devenus des journalistes professionnels avec le Peuple le doivent à ma signature initiale comme journaliste professionnel).

Emilio: scrivici da lassù!

revil_emilio.jpgUn suo intervento qui, qualche giorno fa, aveva dimostrato che Emilio Révil non stava per niente bene.
La sua forma depressiva, fra alti e bassi, lo accompagnava nei diversi blog e spesso sbottava con violenza.
La storia del papà, maestro apprezzato di vecchio stampo, suicida per una vicenda giudiziaria francamente grottesca, lo aveva colpito senza pietà.
Pareva ultimamente essersi tranquillizzato e ne trovate qui traccia in suoi interventi in cui si raccontava pacificato con una sua forma di buddismo.
Non era purtroppo la realtà e la sua morte lo dimostra.
Un ricordo e un sorriso, caro Emilio.

Fuochi d'artificio

pont_saint_martin_ponte.jpgLo scorcio da cartolina del ponte romano a Pont-Saint-Martin è stato anche quest'anno illuminato dai fuochi d'artificio, mentre il diavolo abbrustoliva sotto la campata a conclusione del Carnevale.
Lo spettacolo pirotecnico piace davvero a tutti. C'è qualche cosa di antico in questo piacere: la dominazione del fuoco, la riproduzione delle stelle, rumori e colori che si inseguono sino al trionfo finale fra fumi e odore di polvere da sparo.
Ognuno ci legge quel che vuole: una metafora della vita, l'efficacia del panem et circenses, la forza bruta degli esplosivi piegata a divertimento.
E chissà oggi, quando la crisi picchia ancora più duro di quanto si pensasse, una rappresentazione immaginifica di un'economia cicala che si ritrova immersa in un clima simile all'improvviso silenzio alla fine dei fuochi.

La Presidenza ceca

comite_regions.jpgNella rotazione della Presidenza dell'Unione europea, dopo i francesi - che con capacità hanno svolto il loro compito - tocca alla Repubblica ceca, uno dei Paesi della "nuova" Unione.
Ogni volta che intervengono ufficialmente, come è avvenuto la settimana scorsa al "Comitato delle Regioni", è imbarazzante. Immaginate un astemio che decanti un barolo o un vegetariano che lodi il fassone?
Così chi è contrario all'Unione, come gli attuali vertici cechi, pensate come si deve arrampicare sugli specchi nel dirigere l'Unione europea e solo il recente voto della Camera di Praga (ma il Senato nicchia) di ratifica del "Trattato di Lisbona" ha dato loro un po' di respiro, aspettando la presidenza olandese.
Non sarebbe onesto, quando si è contrari all'Unione, astenersi in qualche modo o essere corretti e uscirne con dignità?

Racchette da neve

ciaspole.jpgUn antico accessorio per camminare sulla neve - lo testimoniano i "pezzi" d'epoca scovati da Gioachino Gobbi ed esposti nel museo della "Grivel" di Courmayeur, che oggi ne produce di avveniristiche - torna sempre più di moda.
Questo il destino delle racchette da neve o ciaspole, che consentono in Valle belle escursioni, alcune delle quali magistralmente descritte da Massimo Martini in un libro della "Martini Multimedia".
Si tratta di un modo diverso, assai intenso e direi meditativo, per affrontare la montagna e che copre diverse utenze: dal solitario alle famigliole intere.

86 anni!

papa.jpgAlessandro Caveri, mio papà, è nato il 22 febbraio del 1923.
Sandrino, così lo chiamavano da ragazzo, è rimasto il solo di otto fra fratelli e sorelle: il mondo gli è cambiato sotto gli occhi. La fatica degli anni non è uno scherzo e pesa nel corpo e nella mente.
Ma certi guizzi dicono che lui c'è, forse sentendosi sopravvissuto a tanti affetti e circostanze. La sua allegria e vitalità hanno sempre nascosto un "male di vivere" di un uomo tormentato e pensoso.
La longevità è un dono che i misteri della vita han voluto dare a Sandrino, cuore di ragazzo nell'involucro di un vecchio noce.
I tuoi figli e i tuoi nipoti hanno dalla tua vita una lezione di serietà attraverso la storia travagliata del secolo scorso e di questi primi anni del nuovo secolo.
Un abbraccio.

Scherzo carnevalesco

berlusconi_carnevale.jpgSeguo con curiosità l'evolversi di una promessa di Silvio Berlusconi (o meglio di Berluscacci, come dice Roberto Benigni dalla crasi con il nuovo Presidente Ugo Cappellacci) ai sardi: «avrete una circoscrizione autonoma per le elezioni europee».
Sarebbe un calcio nel sedere ai valdostani che la reclamano dal 1979. Il regalo passerebbe attraverso un decreto legge.
Sono molto curioso di vedere se arriverà questa graziosa concessione.

Copyright © 2008-2010 Luciano Caveri