June 2009

I falò

falo_scala.jpgLa tradizione dei fuochi di ieri notte di San Pietro e Paolo affonda nel passato più remoto, avendo il cristianesimo assorbito e riproposto tutto quel che di precedente era espressione delle tradizioni pagane. Il fuoco era una delle scoperte più straordinarie come i punti di riferimento del ciclo delle stagioni ed è bello pensare che i montanari parlino fra di loro a distanza con i roghi accesi che, come una ragnatela, si estendono lungo la Valle.
Un rito collettivo (ero a Castagnot di Issogne, ma poco sotto in un cerchio allegro attorno al fuoco c'erano i coscritti del paese) che scalda non solo le membra ma anche i cuori e c'è qualche cosa di antico, insondabile, nascosto nel vedere fiamme e fiammelle che si disperdono nella notte con la loro magia.

Un arcobaleno

arcobaleno.jpgLa speranza assomiglia ad un arcobaleno beneaugurante. E' bello pensarci quando nella vita di ciascuno di noi, per le tante ragioni possibili, ci sono momenti brutti.
Questa è la straordinaria molla che ci consente di rialzarci e ripartire, pensando magari a chi - prima di noi - lo ha fatto, in circostanze ben più avverse.
Il loro coraggio dev'essere sempre il nostro.

Mio papà

Mio papà era un uomo che, per ragioni anagrafiche (era nato nel 1923), aveva attraversato - da un po' prima della sua metà - i grandi avvenimenti del Novecento.
Come tutta la sua generazione, si era trovato a vivere in un secolo breve per gli avvenimenti sincopati che lo hanno riempito e anche per l'accelerazione scientifica e tecnologica, di evoluzione della società e dei costumi, dei cambiamenti nell'economia che si sono affastellati con una corsa mai vista prima e che ha lasciato tutti i protagonisti, grandi o piccoli che fossero, con il fiato corto e con un certo smarrimento per un mondo profondamente mutato nel volgere di poco tempo.
La sua formazione di bambino e di ragazzo - penultimo di ben otto figli - culminò con gli anni ruggenti del fascismo, ma l'antidoto alla logica dei balilla e dei "Guf" (Gruppi universitari fascisti) era presente nell'ambiente familiare e nel milieu culturale di casa Caveri, dove si respirava l'antifascismo e una formazione liberale che veniva da nonno René e una educazione cattolica da nonna Clémentine. Basta guardare i libri della biblioteca di famiglia per vedere come, nella stratificazione degli intrecci parentali, l'imprinting culturale derivante dalle letture fosse vasto e articolato nelle diverse discipline umanistiche e scientifiche.
Tutto ciò, accanto al cosmopolitismo ben presente, era improntato alla più profonda adesione alla valdostanità: il francese era la lingua di casa e le amicizie espressione di quel gotha della bourgoisie aostana e del clero locale, fiammella minoritaria di una resistenza (i fratelli Severino ed Antonio furono fondatori della "Jeune Vallée d'Aoste") sfociata poi in Resistenza.
Sandrino - chiamato con un diminutivo per la piccola taglia, che celava in realtà una tempra di sportivo ben espressa in competizioni sciistiche di alto livello - viene imbevuto di questo spirito democratico e così accompagnò giovanissimo gli ebrei in Svizzera attraverso la conca di By, guadagnandosi - per il suo coraggio - un attestato della comunità ebraica di Torino.

Un abbraccio, Sandro

laurent_papa_mamma_eugenie.jpgChe chi gli ha voluto bene lo ricordi sorridente, come da suo carattere.
Alessandro Caveri, Sandro per gli amici, ci ha lasciati poco fa, a 86 anni.
Non ci sono parole ma tanto amore e tante cose dette e non dette, come avviene nella vita.
Lo saluteremo lunedì alle 9.30 nella Collegiata di Verrès ed alle 11 al cimitero di Aosta.

Salutaci il Paradiso, papà.

Fulmini e saette

temporale.jpgTutto si può dire, ma non che in questo scorcio primavera-estate siano mancati i temporali.
Confesso un'autentica adorazione per il temporale: l'attesa, che ho imparato da bambino, nel rapporto fra tuono, fulmine e tutti i trucchi che ti annunciano, compresa la brezza, l'arrivo del temporale e poi gli odori (saranno dei gas?) che si sprigionano al culmine dei fortunali. In montagna e al mare si differenziano un po', compresa la circostanza - straordinaria ma temo pericolosa - che al mare è bellissimo il bagno con la pioggia e, in un caso, ebbi la fortuna di provare con la grandine!
Leggendo i rapporti sui cambiamenti climatici, si viene sempre ammoniti sulla circostanza che fenomeni brevi ma violenti, come appunto i temporali, saranno sempre più nella normalità di una natura che muta continuamente.

La morte di una star

jackson_thriller.jpgRacconterei una bugia se dicessi di essere stato un ammiratore di Michael Jackson, ma certo le sue canzoni - dai "Jackson Five" in poi - facevano parte della colonna sonora della mia vita.
I miei gusti musicali sono sempre stati, tuttavia, diversi e la sua vita privata aveva aspetti così grotteschi - per usare un eufemismo visto il buonismo post mortem - da renderlo caricaturale e direi, negli ultimi anni, disperato.
Ma quando muore un tuo coetaneo (in Valle diremmo "coscritto"), ti colpisce un po' di più. E' come se la saetta del destino avesse colpito vicino ed è scarsamente consolatorio riflettere sul fatto «che era ancora così giovane»...

Bosco invasivo

bosco_invasivo.jpgCi sono degli slogan ripetitivi che perdono di significato, ma vengono spesso riproposti.
Un classico, ad ogni evento idrogeologico sulle Alpi, è "deforestazione". Peccato che basti girare per le nostre montagne per verificare che ogni anno il bosco ingloba territorio. Segno di abbandono in larga parte delle nostre montagne.

Ciao, Calepin! (mais seulement sur le "Peuple"...)

Avec ce numéro du "Peuple", le "Calepin" dit au revoir à ses lecteurs.
Cela fait de nombreuses années que, semaine après semaine, cette rubrique accompagne ma vie et je souhaite qu’elle ait représenté une compagnie agréable pour ceux qui avaient envie de la lire.
Le "Calepin" a vécu avec moi des années importantes de ma vie et je crois y avoir décrit mes pensées, mes idées, mes espoirs, mes joies et mes souffrances: une sorte de journal intime public qui m’a permis de congeler dans les articles ma façon d’être, les aspects de mon caractère, avec mes mérites et naturellement mes nombreux défauts. La parution hebdomadaire tue même le journaliste le plus fécond: tu viens d’écrire et tu dois déjà penser à ce que tu écriras dans une semaine; tu en a pas toujours envie et parfois tu ne trouves pas un argument qui te fais écrire aisément.
Plusieurs personnes ont eu la gentillesse de me dire qu’il était agréable de me lire, dans le journal ou dans la transcription sur le Web. Puisque les rubriques sont faites pour être lues, cela m’a toujours flatté et je pense que dans un futur assez éloigné, pour comprendre ce qui se passait en Vallée d’Aoste, quelqu’un trouvera des éléments utiles dans mes lignes.

Luttuoso incidente

a5_arnad_incidente.jpgColpisce il drammatico incidente ad Arnad sull'autostrada, dove un camion bulgaro con autista greco ha investito un gruppo di operai che stavano lavorando sul lato della carreggiata, uccidendone uno.
Si parla di un colpo di sonno come causa scatenante e ciò ripropone un tema spesso esaminato quando mi occupavo del trasporto su gomma al Parlamento europeo.
Il processo di liberalizzazione del settore, pur tutelato da normative tecniche di controllo dei mezzi e delle percorrenze, ha scontato una lotta selvaggia per le tariffe, specie con i Paesi dell'allargamento meno attenti alle regole.
Sarebbe tuttavia ora anche di avere modalità più certe per certi lavori sull'autostrada, dove talvolta i cantieri pagano una qual certa insicurezza.

Una piccola croce

crocifisso_consiglio.jpgNell'aula del Consiglio Valle c'è un piccolo crocefisso di cui non so nulla, nel senso che non so quando e chi lo abbia affisso.
Immagino ci sia dall'inizio degli anni Sessanta, quando il Consiglio iniziò a riunirsi nel nuovo Palazzo regionale. Mai nessuno ha posto in discussione questa presenza simbolica, che ricorda uno dei caratteri salienti della nostra civilisation valdôtaine.
Un giorno verrà - e non si tratta di essere indovini - in cui qualcuno, in questo mondo in rapida mutazione che colpisce duro anche da noi, porrà in discussione quel piccolo crocefisso.

Copyright © 2008-2012 Luciano Caveri