January 2010

Caleidoscopio 2 febbraio

Un angolo dello studio radio di Rai VdAEccoci a febbraio con "Caleidoscopio", la trasmissione radio di "RaiVdA", in onda come tutti i martedì su "Radio1" alle 12.35.
In sommario ci sono questi argomenti: l'Anno mondiale della Biodiversità nella spiegazione di Pietro Passerin d'Entrèves, rettore dell'Università valdostana e presidente del "Parco del Mont Avic". Osserveremo la situazione valdostana e l'interlocutore ci racconterà dei suoi studi sulle farfalle; segue un curioso racconto, fra passato e futuro dell'auto, con Pierre Noussan, proprietario di una concessionaria storica in Valle; infine racconteremo della nascita della "Marcia del Gran Paradiso" con Dorino Ouvrier ed Ezio Savin.
Un libro e un disco con Christian Diémoz ed una selezione musicale che spero di vostro gradimento nella mezz'ora di trasmissione.

Veillà

Le Porte pretoriane durante la VeillàDue pensieri sulla Veillà, che ieri sera ha animato il centro d'Aosta. Interessante è anzitutto la duplicità di lettura della nottata: sopra e sotto.
Sopra, per le strade, c'è una festa popolare, scientemente animata dagli organizzatori con musica e canti e con i punti di ristoro, cui si aggiunge l'ingegno dei proprietari dei locali per attirare i clienti.
C'è poi il sotto, nelle "crotte", che somiglia di più ad una festa familiare con amici caratterizzata da una crescente esclusività e con una catena d'inviti per evitare certe pericolose resse del passato. Quest'anno poi non mancava un'"aria" legata alle elezioni comunali di Aosta...
Il secondo pensiero riguarda i tantissimi giovani per strada, che nella festa trovano occasione di bisboccia e dunque evitiamo letture sociologiche del fenomeno. Tuttavia, qualunque siano le ragioni, assicurano di certo - assieme ai giovani espositori, specie delle "scuole" - la "relève" generazionale della Fiera, sempre più un "unicum" sulle Alpi.

Bonne Foire!

La folla per la FoireSono contento, a suo tempo, di aver imposto l'inaugurazione della "Foire" alle ore 8 del mattino del 30, mentre prima la si inaugurava alla stessa ora dell'indomani, senza reali motivazioni storiche, creando un paradosso temporale privo di logica.
Così come il ritrovo è stato fissato, innovando, non subito alle Porte Pretoriane, ma la partenza avviene ora all'inizio di via Sant'Anselmo lato Arco d'Augusto.
La banda di Aosta stamattina era in forma e ha portato il codazzo di autorità, a gran carriera come bersaglieri, dopo la benedizione e l'esposizione del drapeau tradizionale, sino a piazza Chanoux con una presenza di persone ragionevole rispetto al temuto "pienone" mattutino, che più tardi, invece, si è concretizzato.
Intanto, per chi ci va, "Bonne Foire!" e, se lo riterrete, osservazioni o impressioni potranno qui essere registrate.
Andateci piano alla Veillà...

La crisi dei Santi

Un crocifisso insieme ad altre opere su un motocarroIl culto dei santi sta declinando e di conseguenza le molte pratiche connesse. Ricordo come la mia nonna materna, Ines, avesse una sua complicata gerarchia, fatta di preghiere e immagini sacre. La devozione popolare in Valle era fatta anche da straordinari ex-voto che raccontavano di circostanze infauste d'improvviso mutate positivamente grazie ad un intervento ultraterreno. Pensiamo poi al culto delle reliquie nelle diverse chiese della Regione o a certe pratiche di guarigione in determinate località, sapendo che ogni paese o frazione in Valle ha un patrono, che alimenta a sua volta un culto specifico ed esiste di conseguenza un'onomastica locale.
Come non pensarci avvicinandoci a Sant'Orso, di cui - come per San Grato, l'altro santo favorito dai valdostani - abbiamo elementi leggendari ma poche certezze storiche. La complicata storia della Chiesa, fatta anche di ascese e discese dei santi, per esempio ha sfavorito il culto del grande San Bernardo, mentre Sant'Anselmo - per la sua parabola europeista e il profilo prevalente di filosofo - ha finito per essere "nemo propheta in patria".

"Sant'Orso" domenica in televisione

Il padiglione dell'Atelier in piazza ChanouxEssendo la pubblicità l'anima del commercio, de temps en temps, adopero questo mio sito per dirvi di qualche iniziativa della "Struttura Programmi" della "RaiVdA", che purtroppo non ha ancora un sito o una presenza sui siti aziendali su Internet e ciò rende l'informazione più difficile per gli ascoltatori della radio e per i telespettatori.
Comunque sia, colgo l'occasione per ringraziare coloro che, anche con mail, si sono complimentati per alcuni "prodotti". Chi mi conosce, sa che ritengo la radio e la televisione regionali un'enorme potenzialità, che potrebbe in Valle più che in altre Regioni avere un ruolo ancora più significativo - con spazi maggiori, ad esempio - per l'insieme della nostra comunità.
L'appuntamento che segnalo è per domenica 31 su "RaiTre", a partire dalla 9.45 del mattino, per una lunga cavalcata attraverso la "Fiera di Sant'Orso", che proprio in quel mattino domenicale raggiungerà il proprio momento topico. Se l'informazione giornalistica avrà importanti finestre sull'avvenimento, i programmi proporranno punti di vista singolari per farvi vivere davanti alla televisione questo grande e festoso avvenimento annuale.

iPad

Steve Jobs ed il nuovo iPadSteve Jobs e la melina della "Apple" hanno accompagnato la mia generazione nell'alfabetizzazione informatica e la capacità innovativa ha sempre permesso di capire l'evoluzione in cammino.
Ora appare - e in parte ho seguito la diretta dell'avvenimento - questo nuovo aggeggio a metà fra telefonino e computer.
Io penso che Jobs abbia colto una necessità. Personalmente sono nell'età in cui, per pura fortuna, equilibro miopia e presbiopia, cavandomela con i caratteri piccoli dell'iPhone, ma vedo miei coetanei in difficoltà fra occhiali e aumento della grandezza con problemi sulla pagina. iPad offre la soluzione senza doversi portar dietro un pc.
Per la Valle, che con la sua piccolezza arranca nelle economie di scala, contano sempre più i contenuti che proponiamo. Mi sembra che manchi un disegno complessivo e una regia per cui si avanza, tra pubblico e privato, a spizzichi e bocconi fra eccellenze e mediocrità.

Il via alle nuove Terme

L'ingresso delle Terme di Saint-VincentAvevo seguito fin dall'inizio, lavorando con l'allora assessore alla sanità Robert Vicquéry, la nascita di quella che poi divenne la legge regionale 38 del 26 maggio 1998, "Interventi regionali a favore del settore termale".
L'articolo 1 era esplicito: "La Regione Autonoma Valle d'Aosta favorisce, nell'ambito delle proprie competenze, interventi atti a migliorare l'attività, l'organizzazione e la gestione delle terme di Saint-Vincent e Pré-Saint-Didier tramite l'ampliamento e la riqualificazione delle strutture termali ed annesse strutture alberghiere e di supporto unitariamente considerate quali complessi termali finalizzati alla cura e/o riabilitazione e/o promozione della salute".
Un giorno qualcuno potrà scrivere - e ci sarà da ridere - il perché Saint-Vincent, che all'epoca sembrava pronta a sfruttare l'opportunità della privatizzazione-modernizzazione, sia poi finita fanalino di coda, mentre Pré-Saint-Didier ha aperto ormai da anni il rinnovato stabilimento termale con un successo palese nei bilanci.
Chi ha seguito la questione, oggi non può che gioire sullo sblocco della vicenda con l'accordo definitivo fra Comune e privati che saranno impegnati - ho visto la preparazione dei cantieri - nei lavori di ristrutturazione delle celebri e "storiche" Terme.
Onore al merito alla competenza e alla pazienza del Sindaco di Saint-Vincent Sara Bordet, impegnata in un salto ad ostacoli da cui è uscita vincente prima della fine della legislatura comunale.

La forza del ricordo

Durante la visita nel 2008, insieme a CeriseVisitai per la prima volta Auschwitz, differentemente dalle volte successive, per un flash improvviso e vorrei ricordarlo oggi "Giornata della Memoria" con una leggina che votai convintamente alla Camera, anche se mi preoccupa l'eccessivo moltiplicarsi delle date rievocative nella logica italiana di un "colpo al cerchio e un colpo alla botte".
Ero a Cracovia per il Parlamento europeo e cambiai il mio programma per visitare il campo di sterminio dove mio padre - con altri militari valdostani deportati - aveva passato alcuni mesi fra la fine del 1943 e il 1944 per poi essere destinato ad altri campi.
Era d'inverno, con pochi visitatori, in un clima spettrale che rifletteva tutto quello che avevo letto dell'orrore dell'Olocausto, compresi i ricordi tremendi, che mio padre, appena ventenne, aveva vissuto in quei luoghi e che erano emersi con lentezza e pudore mentre mio fratello ed io crescevamo.
Un certo "male di vivere" che mio padre aveva, sotto al scorza brillante e scherzosa, credo che dipendesse da quel vissuto.
Ho portato anche i miei figli, dopo le opportune spiegazioni, a visitare Auschwitz e Birkenau e mi auguro che un giorno, nel ricordo del loro bisnonno, ci andranno anche i miei nipoti, perché la Storia è passata di lì.

Fantasia a tavola

Uno dei menu in un bistrot pariginoChiunque abbia un pochettino girato il mondo non poteva non stupirsi in passato del fatto che in Italia - e in Valle - non si potesse mangiare un pasto vero e proprio nei bar.
In Valle ho spinto a suo tempo per una ragionevole equiparazione ristorante-bar, a condizione di avere una cucina e di rispettare alcuni parametri igienico-sanitari.
Devo dire, a distanza di tempo, che la "liberalizzazione" è rimasta a mezza a strada, perché molti bar sono - a differenza dei bistrot francesi - rimasti a proposte minimali e poco fantasiose, spesso precotte, forse vittime, specie ad Aosta, della routine dei "buoni pasto" dei dipendenti regionali.
Le lodevoli eccezioni sono quelle che lavorano di fantasia, magari con una cucina del territorio che sappia strizzare, però, l'occhiolino a quei turisti che cercano un pizzico di italianità a tavola.

Proroga "decreto Pisanu"

Una delle parabole, in Svizzera, che collegano l'Europa ad InternetUn giorno verrà - e tecnologicamente potrebbe già avvenire - che grandi autostrade elettroniche in fibre ottiche forniranno poderose masse di dati a reti radio locali che diffonderanno il segnale a beneficio dei cittadini e dei loro computer piccoli o grandi che saranno (aspetto con curiosità il "Tablet" della Apple).
Attendendo l'evoluzione che verrà, il Consiglio Valle sarà chiamato, più modestamente, a discutere della questione del "decreto Pisanu" che, dal 2005 ad oggi e con proroga sino alla fine dell'anno, ha scompaginato un ricco programma di "Internet point" gratuiti a beneficio di valdostani e turisti. E la difficoltà pesa anche sulla diffusione delle reti WiFi, che sono ormai la soluzione di quello che, in gergo telefonico, si chiama l'"ultimo miglio".
Per capirci: se è giusto trovare meccanismi di controllo degli accessi, anche se l'arresto recente dei "nuovi" brigatisti rossi dimostra che con l'informatica chi vuol "fare il furbo" ci sguazza con facilità, l'attuale normativa italiana - con la sua complicazione, inesistente negli altri Paesi occidentali - penalizza l'accesso alla Rete. Per questo persone di varia estrazione e credo politico speravano in nuove regole più semplici e razionali, che per ora non sono venute.

Copyright © 2008-2012 Luciano Caveri