February 2010

Le stagioni dell'autonomia

Le Voix de la Tour in conclusione delle celebrazioni 2010 di Autonomia e Statuto specialeLa ritualità, anno dopo anno a partire dal lontano 1948, del ricordo dello Statuto d'Autonomia non nasconde la realtà: ogni periodo storico influenza alcuni aspetti dei discorsi pubblici, pronunciati in questa occasione, che seguono gli avvenimenti contingenti che caratterizzano le diverse stagioni della nostra Autonomia speciale.
Oggi direi: il primo problema grosso all'orizzonte è il federalismo fiscale e la sua ricaduta sul nostro ordinamento finanziario; il secondo riguarda la necessità di sbloccare un numero ragionevole di norme di attuazione per "rafforzare" l'Autonomia; il terzo è far avanzare in Parlamento il principio dell'intesa per porre mano complessivamente alla modifica dello Statuto.
E poi: l'Autonomia speciale è forte se ci credono i valdostani, ricordando che il particolarismo linguistico è un aspetto importante; ci sono poi elementi che necessitano intese complessive, come si dice oggi "bipartisan"; è infine necessario far sistema con le altre speciali.
Ultimissima questione: bisogna imporre all'Italia e all'Unione europea un ruolo vero della Valle nella fase ascendente delle decisioni comunitarie che ci interessano, come lo status dei territori montani.

Caleidoscopio 2 marzo

Caleidoscopio si può ascoltare anche in autoVi presento - come ormai avviene usualmente - il sommario del prossimo "Caleidoscopio", in onda su "Radio1" alle 12.35 di martedì prossimo nella programmazione radiofonica dei Programmi della "RaiVdA".
Parleremo di turismo, sotto diversi aspetti. Con la Presidente degli albergatori Silvana Perucca facciamo il punto sulle difficoltà della stagione invernale in corso. L’occasione è utile per ricordare, con un curioso link che scoprirete, lo scomparso Federico Mariani, fondatore nel 1947 al Breuil-Cervinia della prima agenzia di viaggio in Valle e uno degli "scopritori" della località sotto il Cervino.
Con Renato Henriod, invece, titolare di un'agenzia di viaggi a Saint-Vincent, ci occuperemo dei viaggi e della propensione al viaggiare dei valdostani in un periodo di crisi economica e di modificazione dei gusti.
Christian Diémoz si occuperà, infine, di un romanzo scritto dal giornalista torinese - ayassin d'adozione - Augusto Grandi con la sfida di scoprire, nella parte ambientata in Valle, quali nella realtà siano quelli che Grandi cautelativamente definisce come personaggi di fantasia.
Il concorso è aperto...

Il disastro azzurro a Vancouver

Giuliano Razzoli, unico oro italiano a VancouverLe Olimpiadi invernali canadesi di Vancouver sono state un disastro per l'Italia e di conseguenza e proporzionalmente lo sono state anche per la Valle d'Aosta. Mi auguro che il "Coni" intervenga presto e che Eddy Ottoz, che siede nella Giunta "Coni" e che conosce bene il degrado degli sport invernali, picchi duro. Bene ha fatto oggi Marco Albarello a raccontare a "La Stampa" i retroscena della sua esclusione da responsabile del fondo ed oggi i risultati parlano chiaro.
Umoristiche le dichiarazioni di presidente della "Fisi" Giovanni Morzenti che, al posto di dimettersi come avverrebbe in un Paese normale, attacca: «ci aspettano scelte dure, a tutto campo. Si impara a stare in piedi cadendo, e noi siamo caduti parecchio».
Insomma: scaricabarile, sport che purtroppo non è specialità olimpica altrimenti Morzenti - il primo colpevole del mancato ritorno della "Coppa del mondo" di sci alpino in Valle, malgrado tante promesse - avrebbe avuto l'oro, che infine - ed è stato bello - ha vinto Razzoli, ma ciò non muta il giudizio
Spero che la botta sortisca, oltre a qualche riflessione locale sui "perché", qualche effetto concreto anche in Valle d'Aosta, magari riprendendo l'idea, se non è già tardi, di una sorta di "incubatore" che evidenzi talenti in erba e che consenta di avere atleti valdostani competitivi alle prossime Olimpiadi russe di Sochi nel 2014 o in quelle successive.

Il cammino della sussidiarietà

Nelle mie esperienze non c'è - e non so se ci sarà mai - il livello amministrativo comunale. Ma nell'attività politica ho conosciuto centinaia di sindaci e migliaia di consiglieri comunali.
Come deputato ho "portato a casa" la madre di tutte le riforme: l'ottenimento nel lontano 1993 della modifica dello Statuto speciale, laddove all'articolo 2 lettera b - fra le competenze primarie della nostra Regione autonoma - figura l'"ordinamento degli Enti locali".

"Le Point" su Cogne

L'articolo su Cogne sul sito de Le PointSegnalo a questo indirizzo un articolo interessante e molto umano su Cogne, che - senza la nefasta influenza del celebre delitto, sfortunatamente tornato sulle cronache italiane di questi giorni - mostra il vero volto sorridente e caloroso dei cogneins, quando non agisce il mesto ricordo ingiustamente evocato ad ogni piè sospinto.
La pur scherzosa definizione "Repubblica di Cogne" indica, invece, uno spirito antico, che ha retto con l'integrazione del va e vieni causato dal boom delle miniere. Basti pensare al lato solidaristico e - perché no? - al lato festoso per trovarne elementi distintivi.
L'articolo con arguzia "scolpisce" alcune caratteristiche che fanno di Cogne una "regina" dell'ospitalità, perché si coglie la presenza di un paese fatto di persone, non di sole immagini da cartolina.

Silvio Scaglia

Silvio ScagliaIn queste ore mi becco gli sfottò di molti colleghi politici su Silvio Scaglia perché sanno che lo conosco e mi è capitato in passato di incontrarlo in diverse occasioni sin da quando fu uno dei primo sponsor del rinato "Trofeo Mezzalama" di cui ero presidente.
La sua frequentazione di Ayas e il suo amore per le nostre montagne non erano un mistero, così come l'importanza di certi ragionamenti che faceva sulla necessità dell'infrastrutturazione di Internet nelle nostre valli per lavorare e anche a beneficio dei turisti che, come lui, sceglievano lunghi soggiorni ma dovevano restare in contatto, via computer, con il mondo.
Scaglia, anche questo non è un mistero, avrebbe voluto costruire un albergo di lusso a Champoluc, immaginando una clientela di élite da portare in Val d'Ayas, ma poi venne spaventato dall'enormità di problemi burocratici.
Ora le accuse della Magistratura da cui Scaglia, protagonista della new economy legata alle nuove tecnologie con i pregi e i difetti di un settore nato come un fungo tra travolgenti successi e l'esplosione di bolle speculative, spero possa uscire pulito, anche se il contesto dell'inchiesta lascia sconvolti.
Il filone che più mi sciocca - su cui ovviamente Scaglia non ha responsabilità - è quella porcheria del voto degli italiani all'estero contro il quale mi sono battuto come un leone in Parlamento.
Oggi si scopre l'acqua calda e cioè che a metterci il naso in queste strampalate circoscrizioni estere c'è la criminalità organizzata.

Conoscere per decidere

numeri importantiRaramente parlo dell'attività vera e propria di consigliere regionale. Penso sempre, ma forse sbaglio, che ci siano specifici "canali" di informazione.
Oggi - ecco il caso specifico - sono stato relatore in aula dell'"Istituzione del sistema statistico regionale della Valle d'Aosta (Sistar-VdA)". La leggina è interessante perché permette al vecchio "ufficio statistico" della Regione di avere un maggior respiro in una logica di coordinamento fra i diversi soggetti che raccolgono e trattano i dati statistici.
Sarebbe interessante vedere come la statistica sia stata soggetta nel tempo ad alti e bassi nella gerarchia della burocrazia regionale. Ed invece la statistica è oggi fondamentale per le decisioni, come dimostrano le procedure e i presupposti della programmazione europea e questo vale per ogni singola decisione che dovremo prendere in Valle.
Pensiamo all'immigrazione, all'andamento demografico, al peso dei diversi settori economici, alle aspettative della popolazione e alle molte altre varianti che possono offrire il quadro della Valle d'Aosta di oggi e soprattutto di domani. Conoscere è fondamentale per decidere, sapendo della delicatezza di un campione statistico minuscolo come il nostro che ha necessità di contrappesi per evitare distorsioni.
Ho detto, scherzando ma non troppo, che il peggior voto che ho preso all'Università è stato in Statistica, ma con gli anni mi sono convinto che è una scienza - se i dati non li devo elaborare io... - straordinariamente utile.

Quei "palloncini"...

Un alcooltestLeggo dell'incremento in Valle del numero delle patenti ritirate per il superamento della soglia di alcool consentita: non ne sono per nulla stupito e permettetemi di evitare le polemiche sulla bontà o meno del limite in vigore, che è in linea con la media europea. Per altro, come mi è capitato di vedere nel nord Europa, chi vuole bere non guida.
Tutti i dati esistenti e i rilevamenti effettuati da noi confermano l'esistenza di un problema serio che riguarda la salute di chi eccede e i rischi causati da chi guida in stato di ubriachezza, anche se poi l'ubriaco, ma è un fatto culturale, fa sorridere.
Non sono astemio e forse in qualche caso il "palloncino" (anche se ora il sistema di rilevamento è elettronico) mi avrebbe appiedato (ricordando certe serate penso davvero all'esistenza di un angelo custode), per cui non c'è moralismo becero e non mi metto in cattedra, tuttavia confermo l'idea che rispetto agli eccessi non sono la repressione o il proibizionismo la strada maestra. Ma credo che far finta di niente sia ipocrita e non vale la politica del rinvio e un certo rigore, basato su campagne informative e formative, serve a fissare regole di cui tutti siano consapevoli.

Come un cammeo

Una riunione della Commissione affari costituzionali della CameraHo lavorato per anni sulle norme giuridiche e mi capita di farlo ancora. Come un garzone di bottega, mi sono formato alla scuola della Commissione Affari costituzionali della Camera, settimana dopo settimana per anni, a guardare decreti, disegni e proposte di legge, visto che tutti i provvedimenti passavano di lì per la costituzionalità (e non solo) ed io, come un soldatino, ci passavo ore.
In quella Commissione o nelle altre Commissioni, presentavo emendamenti modificativi, quando necessario, a favore della Valle (e non solo) ed è un mestiere, che poi ho concretizzato in mie proposte di legge, e che ha - naturalmente secondo me - aspetti quasi artistici nella scelta delle soluzioni e poi nella scrittura.
Capisco che mi prenderete per matto, ma ancora oggi trovo norme o leggine che ho scritto e sono contento, sentendole immagino come un poeta che ama un suo verso o un pittore che guarda un suo quadro, anche se a dimostrarlo sono solo i resoconti sommari o stenografici che fanno la radiografia del lavoro del parlamentare più di tante parole.
Le norme costituzionali riguardanti la Valle, dalla fine degli anni Ottanta all'inizio degli anni Duemila, le conosco per ogni verbo o avverbio impiegato, virgole comprese, avendoci lavorato in lunghe sedute ristrette fino all'approdo dell'aula. Quando intervenivo su di un tema importante, mi sembrava straordinario potermi esprimere a nome della Valle e - l' ho già scritto - quando mi capitava di essere citato come "il valdostano Caveri" mi veniva da pensare «ben fatto».
Ora certe conoscenze (know-how si dice),  rese ancora più singolari dal Parlamento europeo con il complesso procedimento della codecisione che non capisci se non lo hai vissuto, le esercito in Consiglio Valle e nella Commissione Paritetica Stato-Valle d'Aosta e ne sono contento.
Durante una pausa, proprio della Paritetica, mi sono trovato in mano una bella edizione della Costituzione repubblicana e ritrovare all'articolo 116 quella dizione bilingue della Valle (Valle d'Aosta-Vallée d'Aoste), che scarabocchiai come emendamento su un foglio intestato della Camera, mi ha emozionato, come il profilo di un cammeo.
D'altra parte, quando vive certi momenti non hai coscienza della loro irripetibilità, sapendo in più che, come ha scritto Anton Čechov: "La vita è teatro, ma non sono ammesse le prove".

Trent'anni fa

Il sottoscritto dopo trent'anni di RaiTrent'anni non sono poca cosa: il 22 febbraio del 1980, casualmente coincidente con la data del compleanno di mio papà, entrai come praticante giornalista alla "Rai".
Avevo appena compiuto 21 anni e ebbi la fortuna di coronare il mio sogno di ragazzo, visto che avevo cominciato ancora da studente a "fare" la radio in quella stagione magica della liberalizzazione del settore radiotelevisivo ed avevo deciso che il mestiere che mi piaceva sarebbe stato quello di giornalista.
Quella data era e resta per me indimenticabile, come un "punto e a capo" decisivo della mia vita. Dovrei evocare tante persone, ma vorrei ricordarne una per tutte: il mio Caporedattore Mario Pogliotti, che ebbe il coraggio di credere in me e che era - mi aveva poi detto - incuriosito da quell'entusiasmo che avevo nel raccontare fatti e vicende.
E' vero che dal 1987 sino al 1° marzo dello scorso anno sono stato, per tanto tempo, in aspettativa per mandato politico (una strada presa per caso), ma negli anni ho sempre continuato - in diverse forme - a fare il giornalista ed ho sempre considerato, anche se è molto cambiata da allora, la "Rai" come la mia "azienda" (così è sempre stata definita).
Mi fa piacere ricordare pubblicamente questo anniversario, pur sapendo quanto di convenzionale c'è nell'usare nella nostra vita le date come pretesto per misurare il tempo e i nostri cambiamenti.

Copyright © 2008-2010 Luciano Caveri