March 2010

Combattere certi alibi

La notizia è di quelle che dimostrano a che punto sia giunto ormai il dibattito sui problemi dell’immigrazione in una società multietnica come la nostra, tema che rappresenterà - nel nome dei principi del diritto - la vera sfida per il futuro se vogliamo che il processo d'integrazione funzioni.
Citiamo testualmente l’inizio di un articolo pubblicato in queste ore, che chiarisce come a parlare debbano essere in primis le leggi: "Les députés belges ont adopté mercredi en commission un projet de loi interdisant le port du voile intégral, y compris dans la rue. Le texte, qui ne parle pas explicitement de burqa ou de niqab, prévoit que les personnes qui "se présenteront dans l'espace public le visage masqué ou dissimulé, en tout ou en partie, par un vêtement de manière telle qu'ils ne soient plus identifiables" seront punis d'une amende et/ou d'une peine de prison de un à sept jours. L'"espace public" désigne ici l'ensemble des rues, chemins, jardins publics, terrains de sports ou bâtiments destinés à l'usage du public où des services peuvent lui être rendus".
Ci tengo a dire quanto sia d'accordo con questa posizione.

Viva l'orso!

Una rara immagine dell'orso valdostano nei boschi della Coumba FreideSono lieto che si sia deciso di riportare sulle nostre montagne l’orso, sapendo che c’è qualcosa di antico nel rapporto con l’orso se è vero che le popolazioni celtiche che abitarono la Valle la definivano “Grande Orsa”.
Altri miti celtici - e viene in mente il Carnevale della Coumba Freide - sono rinvenibili nell’orso accompagnato da un cacciatore o un domatore, che lo porta in giro per le strade. Ci sono poi collegamenti fra Sant’Orso e l’orso, se pensiamo al famoso giaciglio che, esposto o meno in caso di bel tempo il 1° febbraio, dimostra le capacità divinatorie dell’orso sulla durata dell’inverno.
Sulla scomparsa dell’orso in Valle d’Aosta ha scritto Fulco Pratesi: «per la catena alpina le tappe della scomparsa sono state assai rapide. Il canonico Vescoz di Aosta scriveva nel 1915: “Esisteva (l'orso) un tempo nelle foreste della Val d'Aosta ma dal mezzo secolo la sua razza è completamente scomparsa". Testimonianza attendibile se è vero che le ultime uccisioni risalgono al 1840 nella foresta di Chalverina a Gressoney e nel 1859 ai piedi del Gran San Bernardo (Perlini 1923)».
Un’inchiesta dell'Eurac di Bolzano ci offriva già dieci anni fa la speranza di un ritorno spontaneo dell’orso: "negli ultimi anni sta ricolonizzando le Alpi provenendo sia dall'Appennino che dalla Slovenia. Sono stati fatti avvistamenti diretti e indiretti (peli, escrementi, danni) in Piemonte, in Lombardia e in Valle d'Aosta".
Con la firma, prevista per domattina alle 10 in sala Giunta, da parte della Regione con la Provincia slovena di Črna na Koroškem si apre finalmente la certezza di riavere l’orso. Interessante anche la forma di baratto prescelta: per ogni orso gli sloveni riceveranno in cambio cinquanta fontine, un vitello di razza autoctona e dieci bottiglie di grappa, oltreché una foto in costume da bagno della Giunta regionale.

Una storia

Umberto BossiLa storia non si scrive con i "se" e con i "ma". Ci sono comunque dei passaggi che, come nella scelta della direzione in un dedalo, portano in un posto o altrove.
Se nel 1979 la Valle d'Aosta avesse avuto per il Parlamento europeo il collegio uninominale, l'UV non avrebbe presentato la sua lista in tutta Italia, così Bruno Salvadori non avrebbe conosciuto il varesotto Umberto Bossi, che fondò dopo la candidatura per Strasburgo nelle liste unioniste il movimento "Lega lombarda".
Nel 1987, invece, fui testimone diretto dell'ingresso in Parlamento per la prima volta dello stesso Bossi al Senato (da qui la definizione Senatùr) e di Giuseppe Leoni alla Camera, con cui condivisi l'ufficio a Montecitorio per cinque anni, cementando un'amicizia che mi permise allora e nelle successive legislature di assistere alla crescita e alle trasformazioni della Lega.
Quella Lega che oggi domina la scena e governa due Regioni del Nord, essendo con la sua crescita l'elemento cardine del berlusconismo.
Vedremo ora se e come, nel solco di un certo movimentismo, la Lega saprà sdoganarsi o no da questo abbraccio.

Esiti elettorali

Il neo presidente Roberto Cota impegnato in una partita a calciobalillaIl risultato tennistico delle elezioni regionali ha nella coda finale il suo esito più vero con il Piemonte e il Lazio che passano per un pelo al centrodestra e ciò francamente resta il dato più significativo. L'altro dato è la crescita della Lega che ha compensato, con un risultato eclatante, il calo dl PdL, mentre la perdita di importanti Presidenze non è controbilanciato dal risultato buono in termini complessivi per il PD.
Il grande e unico vincitore resta il nuovo partito dominante, quello degli astensionisti, di cui alla fine si parlerà poco mentre è un campanello d'allarme per tutti.
Contando le Regioni e le Province autonome dove non si è votato, oggi la posizione della piccola Valle d'Aosta nella Conferenza delle Regioni, nell'equilibrio fra i due schieramenti, diventa decisivo (lo spiego meglio in un intervento sottostante) e non è circostanza da poco, che va giocata.
Con calma, in giornata, aggiungerò qualche annotazione.
Chi vuole può ascoltare stamattina in diretta, poco dopo le 9, i commenti più estesi nella rubrica su Top Italia Radio (che potete risentire mercoledì alle 15.15 su Radio Club o giovedì alle 16.30 su Radio Reporter).

La "Volvo" ai cinesi

Il momento della vendita dalla Volvo ai cinesi"Quand la Chine s' éveillera... le monde tremblera". La celebre profezia di Napoleone Bonaparte viene di tanto in tanto ripetuta, specie quando - come avviene di questi tempi - la Cina cresce in barba alla crisi mondiale in quello strano misto di liberalizzazione economica e sostanziale mancanza di democrazia che ne fa un caso unico.
Ricordo i racconti di alcuni industriali valdostani che, disgiuntamente, mi dicevano della loro visita in fabbriche cinesi dove erano rimasti inorriditi delle condizioni disumane di sfruttamento: segno tangibile di una crescita forte che in parte è legata proprio alla mancanza di regole e a quel costo del lavoro che è stata una sirena per molte "delocalizzazioni" (talvolta anche a detrimento di alcune nostre fabbriche locali), in parte già fallite.
Colpisce ora - sarà perché sono proprietario di una "Volvo"... - l'acquisizione da parte della "Geely" cinese della celebre fabbrica d'auto svedese, che personalmente avevo scelto per quelle caratteristiche scandinave di rusticità e sicurezza. Una campagna acquisti che certo non si fermerà nel segno di quella intuizione napoleonica che fa venire qualche brivido pensando come la Cina sia e resti un Paese che spende follemente per gli armamenti.

Da Internazionale sull'ora legale

Un sacco di orologi da mettere a postoSono da tempo lettore di "Internazionale", il settimanale che raccoglie, con scelta intelligente, il meglio della stampa mondiale, aggiungendo alcune rubriche proprie assai originali. La versione elettronica, che diventa un'icona su iPhone, è ormai a pagamento dopo un periodo di gratuità e dimostra come, in una lettura da fine settimana (il giornale esce il sabato), la versione cartacea resta insostituibile.
Questa settimana trovo divertente il contenuto della rubrichina di ultima pagina, sotto le vignette di alcuni giornali internazionali, dedicata a "Le regole", che opportunamente si occupa dell'arrivo dell'ora legale che sbalestra in queste ore il nostro senso del tempo.
Ecco le cinque simpatiche regolette:

  1. Le giornate più lunghe sono un piacere: ricordatelo quando ti alzi la mattina con il buio;
  2. Ai bambini piccoli l'ora legale non interessa: che sia marzo o ottobre, i loro genitori perdono comunque un'ora di sonno;
  3. Solo la politica scatena dibattiti più accesi di quelli sull'ora legale;
  4. Se non regoli l'orologio dell'auto entro una settimana, non lo farai più;
  5. L'ora legale ti dà un'ottima scusa per avere fame e sonno a tutte le ore per almeno una settimana.

Mina un po'... valdostana

Mina come appare su Vanity FairLeggo gli articoli di Mina periodicamente pubblicati su "La Stampa" e la sua posta settimanale su "Vanity Fair" che dimostrano come Mina sia non solo la migliore cantante italiana da molti anni ma sia dotata di cervello e di una prosa sarcastica e tagliente che mostra grande verve.
Tanto che all'inizio ci fu chi, stupidamente, evocava l'esistenza di un "ghost writer" o, come si dice in italiano, un "negro" che scrivesse per lei. Incredibile...
Un approccio giornalistico originale confermato dall'irridente articolo per prendere in giro gli eccessi celebrativi per i suoi settant'anni!
Mina ha accompagnato la mia vita: dalla televisione in bianco e nero dell'infanzia appaiono nella memoria le immagini di questa lungagnona sorridente e sexy con minigonne da turbamento.
E poi il gossip dei rotocalchi dell'epoca che seguivano le vicissitudini sentimentali di una donna libera e anticonformista sino alla scelta di vivere la canzone senza più apparire su di un palcoscenico.
E naturalmente, sempre, la sua musica con tante canzoni che sono come un segnalibro nelle pagine della vita.
Mi diverte che, per caso, il primo "fan club" sia nato da noi in Valle e sia vivo ancora oggi con tanto di "fanzine": una sorta di ponte fra le nostre montagne e la "Tigre di Cremona".

Il voto delle regionali

Il Paladozza di Bologna durante RaiperunanotteTutto è pronto per le elezioni regionali, dopo una campagna elettorale che mostra ormai come l'Italia - entità sempre più geografica - non sia più un Paese normale. In un "Paese normale" ci sarebbero stati i "faccia a faccia" tra i candidati e il confronto sarebbe avvenuto sui temi di ciascuna Regione al posto di scomposti o composti - secondo i caratteri dei singoli - attacchi fra avversari che trasformano questo test elettorale in un referendum pro o contro Silvio Berlusconi come riesce sempre a fare astutamente il Cavaliere, che pure ormai dimostra tutta la sua età.
Certo, in barba alla celebre "par condicio", è apparso dappertutto in televisione, segno che in Italia è facile violare le regole. Aggiungo a questo proposito che non capisco neppure quei miei colleghi Rai che, privati ingiustamente dei loro talk show, chiusi per non dar fastidio (sic!), si sono trasferiti - mi par di capire senza chiederlo al loro datore di lavoro - armi e bagagli su Internet o su altre emittenti.
Io penso che vincerà la "stuffia" e molta gente per bene non andrà a votare, ingrossando le file di quel numero crescente di astensionisti che disertano le urne.
Vedremo lunedì l'esito del voto e anche qui commenteremo i risultati. Leggo che questo esito potrebbe influenzare le scelte dell'UV rispetto alle alleanze per le prossime comunali ad Aosta: anche questo sarà interessante da verificare, anche se personalmente credo - ma forse trovare la figura del sindaco non è banale - che «Les jeux sont faits...»
Forse un giorno aggiungeremo «Rien ne va plus...».

No al perdonismo

"Pedofilia" è un termine inadeguato, perché quasi gentile (visto che mette assieme due parole greche che significano bambino e amicizia), nel definire invece una deviazione sessuale gravissima di un adulto che rivolge le proprie attenzioni nei confronti di bambini.
Basta leggere le notizie terrificanti e periodiche del sequestro di materiale pedopornografico, spesso di una violenza inusitata sino alla morte, che dei matti si scambiano fra loro via Internet in un mercato fiorente che lascia basiti proprio sulla follia umana e la sua deriva.
Chiunque abbia dei figli non può che essere preoccupato ed apprensivo, tirando un sospiro di sollievo quando i propri cari raggiungono un'età in cui possono finalmente difendersi da soli.

Caleidoscopio 30 marzo

Christian Diémoz negli studi di Rai VdAIl prossimo "Caleidoscopio" - alle 12.35 su "Radio1" negli spazi di "RaiVdA" - propone diversi argomenti, in parte di "gusto" pasquale.
All'inizio ci saranno due poesie dedicate alla più importante festività per i cristiani, una di Andrea Zanzotto ed una di Gianni Rodari, recitate dall'attore-conduttore della trasmissione Vittorio Bestoso.
Sarà poi uno chef, Bruno Mazzotti del ristorante "Le Grenier" di Saint-Vincent, a parlare di alcuni piatti proponibili in occasione della festività di Pasqua.
Successivamente, visto che siamo ormai in primavera ma il "generale inverno" ha dominato per parecchi mesi, faremo qualche riflessione sulla stagione come vissuta, quest'anno e negli anni scorsi, dagli animali selvatici con le spiegazioni del veterinario Alessandro Mosca. Sentiremo poi, come talvolta avviene in "Caleidoscopio", una registrazione storica di un simpatico racconto del compianto Pierre Vietti nella maschera nota come Bathézar.
Infine un libro e un disco, proposti nell'accostamento dalla fantasia di Christian Diémoz, con il volume "Cartoline del Monte Rosa 1900-1950" di Sebastiano Brandolini.
Mi auguro che l'insieme, sommato a musiche "primaverili", sia di vostro gradimento.

Copyright © 2008-2010 Luciano Caveri