Il mio intervento in Consiglio Valle, nel pomeriggio di mercoledì 2 dicembre, sul disegno di legge per l'istituzione, insieme al Piemonte, alla Liguria ed alle regioni francesi Provence-Alpes-Côte d'Azur ("Paca") e Rhône-Alpes, del "Gect", il Gruppo europeo di cooperazione territoriale sull'Euroregione "Alp-Med", approvato dall'Assemblea con 29 voti a favore.
In tempi di crisi l'integrazione europea oscilla fra la necessità di fare fronte comune per evitare il peggio e la tentazione di ogni Paese di farsi i fatti propri.
Il compromesso fra due posizioni così distanti è un equilibrismo quasi impossibile, che crea – come il celebre "asino di Buridano", indeciso fra il bere e il mangiare e morto, infine, di fame – una situazione di paralisi, quando invece l'azione rapida risulterebbe essere decisiva.
Ci riflettevo in partenza per Bruxelles, dove – dopo una certa pausa consueta nel mese di gennaio – riprende a pieno ritmo il lavoro del Comitato delle Regioni di cui sono membro.
In assenza di un parlamentare europeo, è questo l’unico osservatorio politico di cui goda la Valle d’Aosta e cerco di farlo al meglio, malgrado ci sia chi cerca di mantenere piuttosto oscuro questo lavoro, come dimostrato dalla pletora di convegni locali su materie che tratto da anni, a cui regolarmente non sono invitato.
Ma, non avendo la sindrome della "conventio ad escludendum", cerco di svolgere con impegno la mia attività. Ho imparato che questo conta e non il lavorio di "chi rema contro" o dei "giullari di corte" a diversi livelli.
Ultimi commenti
25 sec fa
18 min 12 sec fa
4 ore 33 min fa
1 giorno 9 ore fa
1 giorno 9 ore fa
1 giorno 10 ore fa
2 giorni 1 ora fa
2 giorni 1 ora fa
2 giorni 4 ore fa
2 giorni 4 ore fa