Tema complesso ma essenziale, quello di prevedere l'intesa per la modifica del nostro Statuto speciale.
Senza pariteticità Valle d'Aosta-Stato, ogni riforma complessiva pagherebbe la mancanza di una logica pattizia.
Spero che la posta in gioco si capisca da questo mio intervento in Consiglio Valle. Buon ascolto.
L'intervento integrale, nella mattinata di martedì 2 dicembre, durante la discussione generale in Consiglio regionale, sul bilancio di previsione 2009 e sulla legge finanziaria regionale.
La registrazione audio della conferenza stampa di presentazione del sito, tenutasi alle 15 di mercoledì 2 ottobre nella saletta riunioni dei gruppi consiliari. Oltre a me, c'erano il capogruppo dell'Union Valdôtaine, Diego Empereur, il vice capogruppo Andrea Rosset ed i consiglieri Hélène Impérial e Piero Prola, che hanno offerto un gradito rinfresco alla fine dell'incontro con la stampa.
Se guardiamo alle nomine di questo ultimo periodo in ruoli di responsabilità apicali in Valle d’Aosta colpisce il fatto che non ci siano giovani e neppure quarantenni o cinquantenni. Una conditio sine qua non sembra essere quella di avere superato i sessanta e i settanta e potrei segnalare anche qualche ottantenne.
Intendiamoci bene: generalizzare sarebbe stupido e pure controproducente rispetto al mio di invecchiamento. Quando l’esperienza è indispensabile, ricorrere ad una persona pure avanti come età (e la condizione di anziano, per fortuna, sta mutando con l’allungamento della probabilità di vita) è giusto e legittimo. Per certi posti, essendo esiguo il nostro capitale umano, non ci sono grandi scelte e scartare una persona per il solo requisito dell’età potrebbe risultare uno spreco.