Conoscere per decidere
Raramente parlo dell'attività vera e propria di consigliere regionale. Penso sempre, ma forse sbaglio, che ci siano specifici "canali" di informazione.
Oggi - ecco il caso specifico - sono stato relatore in aula dell'"Istituzione del sistema statistico regionale della Valle d'Aosta (Sistar-VdA)". La leggina è interessante perché permette al vecchio "ufficio statistico" della Regione di avere un maggior respiro in una logica di coordinamento fra i diversi soggetti che raccolgono e trattano i dati statistici.
Sarebbe interessante vedere come la statistica sia stata soggetta nel tempo ad alti e bassi nella gerarchia della burocrazia regionale. Ed invece la statistica è oggi fondamentale per le decisioni, come dimostrano le procedure e i presupposti della programmazione europea e questo vale per ogni singola decisione che dovremo prendere in Valle.
Pensiamo all'immigrazione, all'andamento demografico, al peso dei diversi settori economici, alle aspettative della popolazione e alle molte altre varianti che possono offrire il quadro della Valle d'Aosta di oggi e soprattutto di domani. Conoscere è fondamentale per decidere, sapendo della delicatezza di un campione statistico minuscolo come il nostro che ha necessità di contrappesi per evitare distorsioni.
Ho detto, scherzando ma non troppo, che il peggior voto che ho preso all'Università è stato in Statistica, ma con gli anni mi sono convinto che è una scienza - se i dati non li devo elaborare io... - straordinariamente utile.
- luciano's blog
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Commenti
Nel suo commento a Sanremo...
scriveva "e comunque sui meccanismi di rilevazione nutro forti dubbi nella corrispondenza fra campione e realtà".
Considerando che il sistema di rilevazione dell'Auditel si basa proprio su campioni statistici, constato con piacere che ha avuto modo di ricredersi a proposito dell'efficacia di questa nobile disciplina scientifica.
Saluti!
Caro Lucil...
sempre velenosetto (ti manderò qualche caramellina), mi spiace segnalarti che parli di due questioni diverse: l'Auditel è basato su un campione che, per mia convinzione, non è abbastanza omogeneo e credo di avere le competenze per crederlo, ma ciò non inficia - essendo un caso specifico, certamente ripetibile - la fiducia generale nella statistica.
Per cui non penso di essere in contraddizione.
Secondo me...
essere in grado di cambiare opinione su un argomento è un pregio e non un difetto, dato che è indice di una riflessione e di un processo di elaborazione mentale. Sul fatto di essere velenosetto, mi piace di più il confronto di questo tipo, piuttosto che dover recitare il ruolo della claque che ripete sempre «Bravo», «Bene», «Complimenti», «Congratulazioni».
Per quanto mi riguarda, apprezzo molto lo spazio che hai messo a disposizione in questo blog, e mi sento libero di esprimere le mie opinioni. Mandami pure le caramelline e manda un paio di pacchetti di "Pocket coffee" a qualche utente di questo blog, così ci divertiamo di più.
Il problema fondamentale della statistica è sempre stata la definizione del campione. Non conosco con quali criteri sia scelto il campione dell'auditel, di certo tenere solo conto dei contatti e non del gradimento dei programmi fa sì che la televisione si adegui a ciò che chiede la massa, producendo risultati discutibili come il "Grande fratello", "L'isola dei famosi", ed altre nefandezze simili.
Io sono molto appassionato di materie scientifiche (con conseguenti carenze nelle materie umanistiche) e ammiro molto le trasmissioni come "Quark" e "Passaggio a Nord Ovest". Noto con sconforto che questo genere di trasmissioni, basate su argomentazioni scientifiche certe e consolidate e capaci di "istruire" un po' la gente, stanno lasciando il passo a programmacci basati sul mistero, sui delitti e sui fenomeni paranormali.
Io non chiedo...
«Bene» o «Bravo», ma non voglio che ci sia distorsione del mio pensiero.
Quello che tu segnali come incoerenza per me - che pure rivendico la libertà di cambiare idea, perché sintomo di intelligenza - non c'è, ma se non ti ho convinto liberissimo di pensarla diversamente.
Sulla qualità in picchiata delle televisione ho già scritto parecchie volte, ma purtroppo è lo specchio della società.
Sì mi hai convinto...
a questo serve lo scambio di opinioni. In genere non è la persona importante che chiede l'approvazione, credo sia un fenomeno di "sudditanza psicologica" che si attiva automaticamente in noi miseri tapini nel momento in cui si ha a che fare con persone che coprono ruoli importanti.
Alcuni utenti di questo blog manifestano questi sintomi, comunque guaribili facilmente.
Questo fenomeno avviene a qualsiasi livello, dal capufficio in su, dalla suocera in avanti. Ricordo di aver avuto un responsabile che amava raccontare barzellette, l'unico problema è che il volume della sua voce diminuiva gradualmente rendendo sempre incomprensibile il finale.
Ovviamente la tecnica era che quando lui rideva, capivamo che era finita la barzelletta e ridevamo anche noi. Poi ci trovavamo al caffé e lo prendavamo un po' per il c..., ovviamente di nascosto.
A volte può sembrare...
difficile o incomprensibile per chi ha opinioni diverse accettare che alcune persone condividano le stesse idee.
Indubbiamente il blog è aperto a tutti ma immagino che un buon numero di iscritti sia composto da persone che abbiano molte visioni in comune con Luciano Caveri.
Non mi sembra sia proibito fare complimenti o congratulazioni così come è lecito che ci siano persone che abbiamo visioni differenti.
Non mi trova assolutamente d’accordo nel momento in cui ironizza sulle persone che condividono le opinioni del titolare del blog.
Non si tratta di sudditanza psicologica nemmeno di essere tapini che recitano il ruolo della claque. Mi permetto di rinviare al mittente i pacchetti di "Pocket coffee" auspicando che in futuro Lucil riesca ad accettare che un gruppo di persone possa condividere le stesse idee e complimentarsi per le stesse. Cordialità.
Vabbè...
Visto che scrivo spesso mi sento chiamato in causa.
Forse ti è sfuggita qualche discussione, dove con eloquio e dialettica, non si è d'accordo con Luciano o con qualche commento. Io stesso ne sono stato protagonista, ma non è un vanto: è politica. Ma non credo che Luciano o qualche "commentatore" se la sia presa per la mia, e di altri, posizione. Sicuramente le nostre idee si sono arricchite anche di un "non condiviso" pensiero.
Soprattutto considera il fatto che, per un politico, mettersi in "piazza" e permettere agli spettatori di parlare, oltre che ovviamente alla "claque" di applaudire, non è una cosa facile da trovare. Io ne approfitto per scrivere di quello che mi piace di più: la società.
Altra cosa che mi permetto di dire: i "lazzi" sono cosa che se fatti, bisogna saperli ricevere.
Questo blog è fantastico...
Mi piace. Vedo che il "Pocket coffee" l'avete sì rispedito al mittente, ma ne avete anche assaggiato un pochino. Dato che avete aperto la confezione, vi dovete tenere tutto il pacchetto.
Forza, teniamo un po' alto il numero di giri di questo blog. E se Luciano in mezzo alle sue nobili idee ci mette in mezzo una ca...tina (qualcuna l'ho letta, se volete vi dico pure quale), facciamoglielo notare che è una persona intelligente e non si offende.
Un caro saluto a tutti!!!
Beh...
pensa che a casa mi invitano a prendere più camomilla e ogni tanto anche il mio editore!
L'infallibilità...
ce l'ha solo il Papa.
Tu, Lucil, periodicamente mandami un elenco delle mie cagate: non si finisce mai, con o senza "confetto Falqui", di imparare.