Il disastro azzurro a Vancouver

Giuliano Razzoli, unico oro italiano a VancouverLe Olimpiadi invernali canadesi di Vancouver sono state un disastro per l'Italia e di conseguenza e proporzionalmente lo sono state anche per la Valle d'Aosta. Mi auguro che il "Coni" intervenga presto e che Eddy Ottoz, che siede nella Giunta "Coni" e che conosce bene il degrado degli sport invernali, picchi duro. Bene ha fatto oggi Marco Albarello a raccontare a "La Stampa" i retroscena della sua esclusione da responsabile del fondo ed oggi i risultati parlano chiaro.
Umoristiche le dichiarazioni di presidente della "Fisi" Giovanni Morzenti che, al posto di dimettersi come avverrebbe in un Paese normale, attacca: «ci aspettano scelte dure, a tutto campo. Si impara a stare in piedi cadendo, e noi siamo caduti parecchio».
Insomma: scaricabarile, sport che purtroppo non è specialità olimpica altrimenti Morzenti - il primo colpevole del mancato ritorno della "Coppa del mondo" di sci alpino in Valle, malgrado tante promesse - avrebbe avuto l'oro, che infine - ed è stato bello - ha vinto Razzoli, ma ciò non muta il giudizio
Spero che la botta sortisca, oltre a qualche riflessione locale sui "perché", qualche effetto concreto anche in Valle d'Aosta, magari riprendendo l'idea, se non è già tardi, di una sorta di "incubatore" che evidenzi talenti in erba e che consenta di avere atleti valdostani competitivi alle prossime Olimpiadi russe di Sochi nel 2014 o in quelle successive.

Commenti

Mi sembra...

che a queste olimpiadi, specie a livello dirigenziale, stiamo facendo la figura di un gruppo di calvi tardivo nel realizzare di essere finito al concorso per la miglior acconciatura rasta.
Oltretutto, e forse è pure peggio, abbiamo smarrito totalmente, e questo da parte degli atleti, non solo l'autocritica, ma pure quel minimo di verve nella quale, invece, i nordici vedo non si fanno mancare niente (leggete qui).

La bambola gonfiabile...

Parecchi anni fa, ad una mia festa di compleanno, amici goliardici me ne regalarono una (penso che il norvegese avesse un modello più avanzato). La sera stessa - dopo che era stata gran attrazione e fonte di grasse risate - la misi nel cassonetto, ma non mi accorsi che sporgeva con la testa a penzoloni.
L'indomani una vicina segnalò ai carabinieri una morta nel cassonetto, in realtà era solo sgonfia...

Caro Luciano...

per quell'idea siamo già in ritardo e per gli atleti valdostani per Sochi si prospetta un flebile futuro, finché ci sono certi personaggi a gestire lo sport "made chez nous"...
A morte Morzenti e tutti i suoi boiardi...

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