Il cielo in una stanza

L'osservatorio di Saint-BarthélemyL'altro giorno ho visto uno spettacolo scientifico di grande interesse e di elevata capacità divulgativa - illustrato  dal professor Paolo Pellissier - al Planetario di Saint-Barthélemy: steso sulla poltrona reclinabile ho attraversato l'Universo, con un'astronave immaginaria, restando infine con quel senso di insondabile mistero che avvolge lo spazio attorno al nostro piccolo pianeta. Ricordando Gino Paoli vien da dire "Il cielo in una stanza".
Questa struttura, nata come compendio all'Osservatorio (ho già raccontato come la costruzione nacque da un mio casuale incontro con il noto scienziato Tullio Regge, che mi raccontò di come la zona dove poi è sorta la struttura fosse stata candidata - e io non lo sapevo - ad ospitare un importante Osservatorio europeo), è stata costruita con fondi europei dal Comune di Nus e forse sarebbe stato meglio, come ho sempre sostenuto, realizzarla nel fondovalle, creando un link con l'osservatorio, essendo la localizzazione attuale distante da grandi flussi di pubblico, come sarebbe invece avvenuto sfruttando i visitatori del castello di Fénis.
Ma è inutile aver rimpianti e trovo che oggi si debba lavorare per portare pubblico, perché se è vero che l'Osservatorio - grazie in particolare allo scienziato illustre professor Enzo Bertolini - fa parte di una rete di contatti e studi in connessione con il resto del mondo, bisogna però che le due strutture funzionino bene e aiutino anche ad invertire il declino turistico della zona.
Da questo punto di vista direi "S.O.S. investitori": non si può pensare che il pubblico, che ha speso molto nella località per queste strutture scientifiche legate alle stelle e per lo sci, per non dire dell'ostello, possa sostituirsi agli imprenditori privati.

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