Caleidoscopio 16 marzo

L'agriturismo Le Moulin des aravis a PontbosetIl prossimo "Caleidoscopio" - martedì poco dopo le 12.30 su "Radio1" negli spazi di "RaiVd'A" - affronta, anzitutto, la crisi economica nel settore industriale con cifre assai interessanti, che fotografano una tendenza nel complesso delle imprese, nelle dichiarazioni della Presidente di "Confindustria Valle d'Aosta", Monica Pirovano.
Ci occuperemo poi dei numerosi prodotti agroalimentari di qualità prodotti in Valle, con lo stato della situazione e le azioni concrete, illustrate dell'esperto regionale Corrado Adamo.
In qualche modo collegato al tema, "Caleidoscopio" si interessa poi degli agriturismi, ormai una cinquantina su tutto il territorio, con il racconto dell'esperienza della struttura di famiglia con Piera Chanoux di Pontboset: come intelligentemente integrare la tradizionale attività agricola. 
Christian Diémoz presenterà infine - nell'occasione le parole che commentano immagini - il libro "I volti. I luoghi", volume costruito sulle foto realizzate da Diego Cesare a diversi artigiani valdostani. 
Buon ascolto, sapendo che le scelte musicali complessive sono sempre inusuali. 

Commenti

Interessante...

Il quadro industriale paga e appaga solo chi produce "particolarità", usare la parola "nicchia" è sbagliato ma rende l'idea.
La crisi che accompagna il rallentamento dei consumi, inevitabilmente colpisce una vasta gamma di prodotti. E, in genere, quando si pensa all'industria il primo pensiero va all'auto. certo, noi siamo "indotti" verso quella produzione, ma le aziende vivono anche grazie a "pezzi" che vanno in altri comparti: elettrodomestici, esempio per tutti.
L'agroalimentare di montagna, invece, è "nicchia" se (c'è sempre un "se") tutelato a non diventare macroproduzione per soddisfare le esigenze di grandi campagne "promozionali".
L'agriturismo, quello vero, che ha la voglia di ospitare un turista nella propria azienda, che gli fa assaggiare prodotti suoi e locali, magari non fornendo il miele veneto (visto con i miei occhi, rinfacciato da un amico ospite guarda caso veneto) per la prima colazione, fa grande la "natura" della nostra Regione.
Non ci dobbiamo dimenticare che siamo una regione agricola, turistica e artigianale... o forse dobbiamo farcelo ricordare?

Purtroppo...

ho notato anch' io certe incongruenze circa i prodotti locali che poi locali non sono, ma secondo me anche queste cose girano attorno al denaro.
Mi spiego meglio: esiste una legge regionale che regola gli agriturismo, i prodotti tipici e come le strutture di accoglienza, così come esistono degli organismi preposti ai controlli. Che poi esistano i furbetti non è una novità, tutto il mondo è paese.
Ma parlando da consumatore o da turista, mi sembra strano che un agriturismo abbia tariffe di pochissimo inferiori ad un hôtel con il vantaggio (anche economico) di non dover sottostare ad un sacco di regole di un albergo.
Bisognerebbe che la convenienza di andar per agriturismi fosse, oltre che per la genuinità dei prodotti, anche perché realmente si traduce in un effettivo risparmio economico.

Io, nella trasmissione....

parlo di un caso di eccellenza e potrei citarne altri.
Chi becca dei "pacchi", in violazione della legge, che denunci i fatti all'Assessorato all'agricoltura.

Agriturismo...

non vuol dire necessariamente risparmio. Sono lontane le prime proposte del "do ut des", lavori con me ti offro vitto e alloggio.
Le strutture agrituristiche, spesso, sono migliori di quelle alberghiere tradizionali con il plusvalore del proprio prodotto. Chi cerca questa soluzione trova un ambiente meno "ingessato" rispetto ad altri.

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