Val di Susa

Un momento degli scontriDieci anni fa di questi tempi già si discuteva della nuova tratta ferroviaria nota come "Torino - Lione". Un'opera inserita nella "Rete transeuropea dei trasporti" e di cui si parlò molte volte quando io stesso mi occupavo della materia al Parlamento europeo, continuando poi ad occuparmene per l'interesse politico che bisogna avere per la politica dei trasporti attraverso le Alpi.
Il treno, tanto per essere sintetici, è l'unico mezzo ragionevole, pur non essendo interamente  sostitutivo, in alternativa al transito merci con i camion nei trafori stradali e lungo le direttrici automobilistiche nell'Unione europea e ci vogliono ferrovie nuove, tanto per dire che chi pensa di modernizzare quelle ottocentesche sogna.
Oggi resta un vizio di fondo, che rimarcai già allora, vale a dire il deludente coinvolgimento fin dall'inizio degli abitanti della Val di Susa e certe conciliazioni, anche con il cambiamento del progetto in certe zone, non hanno inciso sull'ostilità in parte davvero solo preconcetta o ideologica.
Ma questa "linea del no" poteva in buona parte essere combattuta con informazioni ben date e scelte condivise, strada ragionevole non sufficientemente intrapresa, come mostrato con chiarezza, invece, sul versante francese.
Ormai, come conseguenza finale e questo deve preoccupare comunque la si pensi, il cantiere di Chiomonte - che va aperto entro qualche giorno altrimenti verranno meno i finanziamenti europei - è diventato soprattutto e purtroppo, ad infiammare gli animi degli oppositori, un problema di ordine pubblico contro gli abitanti locali e la compagnia assai varia di oppositori della "TAV - treno alta velocità" che "occupano" la zona.
Lo "Stato" si appresta "all'attacco" ed è un bel problema: se si andrà avanti così "ci scapperà il morto" e le tensioni cresceranno a dismisura e l'Unione europea farà un passo indietro.

Commenti

Sono sempre stato..

dell'idea che i legittimi proprietari di un territorio e chi deve decidere cosa farci sopra, sotto ed attraverso, siano solo quelli che su quel territorio ci vivono e devono coabitare con le problematiche del posto.
Ho seguito più o meno come tutti la questione e penso che se la maggioranza della popolazione della valle non vuole vedersi levata un altra porzione di territorio, per un'opera ingegneristica il cui scopo e portata sono oggetto di dubbi vari hanno tutto il diritto di protestare ed essere ascoltati.
Prima di buttarsi in faraoniche opere io sono dell'idea che sarebbe già una bella cosa far funzionare come si deve le infrastutture esistenti e, se è il caso. adeguare quelle.

Non capisco...

invece di andare verso una sana "decrescita" (il che non vuol dire necessariamente tornare a mangiare pane e cipolle, anzi...) qui si pensa ancora alle grandi opere per lo spostamento delle merci. Tutta la mia solidarietà agli abitanti della Val di Susa.
Solo una cosa mi sfugge... In Val di Susa le Forze dell'ordine in assetto da guerra con i manganelli bel oliati, a Napoli quasi solo pompieri a spegnere i roghi.
Da una parte gli affari della malavita napoletana, dall'altra gli affari di chi?

Sono da sempre...

favorevole al rafforzamento del trasporto su rotaia, specie per quanto riguarda le merci, in modo da "sgonfiare" la presenza assuefante dei Tir sulle nostre autostrade.
Spiace vedere le immagini di violenza nella tranquilla e laboriosa Val di Susa, credo che gli abitanti siano stati messi di fronte al fatto compiuto, senza la necessaria mediazione o concertazione, indispensabile prima di prendere le grandi decisioni.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri