Lo scambio di lettere
Le vicende del voto nell'ultimo Consiglio Valle sono ben note e ormai penso che ognuno si sia formato un'opinione. I fatti erano riassunti in una lettera scritta da Hélène Impérial e da me al presidente del Consiglio, Alberto Cerise, che qui ricordo, pubblicandola: "le scriviamo per segnalarle quanto avvenuto nella seduta pomeridiana dell’ultimo Consiglio Valle. In occasione del voto conclusivo del disegno di legge 176 sulla rinotracheite bovina, siamo stati entrambi e congiuntamente avvicinati in aula dal Capogruppo del nostro Movimento, Diego Empereur. Nel breve dialogo, l'Empereur ci ha detto – secondo quanto da lui affermato anche a nome del presidente della Regione, Augusto Rollandin – che in caso di voto a scrutinio segreto sul voto finale della legge non avremmo dovuto partecipare alla votazione. Questo, a suo dire, sarebbe stato un metodo di controllo del voto segreto, che avrebbe consentito di individuare se fossimo stati o meno fra quei membri di maggioranza che, in un voto segreto precedente sull'articolo 1 del provvedimento, si erano espressi contro il Governo regionale quali – questa è la definizione corrente – "franchi tiratori" della maggioranza. La nostra reazione immediata è stata di sconcerto e di preoccupazione, ma poi la circostanza ipotizzata dall'Empereur non si è creata, poiché l'opposizione non ha richiesto il voto segreto. Resta, rispetto ai doveri e alle garanzie che vengono assegnate dallo Statuto speciale e dal nostro Regolamento al consigliere regionale, quanto è avvenuto e che, doverosamente, segnaliamo al Presidente della nostra Assemblea per le determinazioni del caso".
In un incontro apposito, avuto con Cerise e Empereur, abbiamo ribadito quanto scritto, aggiungendo particolari sul clima dell'aula di quel giorno e considerazioni giuridiche sulle garanzie per i consiglieri. Il punto principale era che desideravamo che il presidente riscontrasse la nostra lettera.
Lo ha fatto ieri e questa è la risposta: "ho preso atto della nota in data 13 febbraio con cui avete espresso forte rammarico per l’approccio con cui vi è stato chiesto, da parte del capogruppo dell’Union Valdôtaine, Diego Empereur, di non partecipare alla votazione al momento dell’approvazione finale del D.L. n. 176, qualora fosse stato richiesto il voto segreto, al fine di controllare la vostra appartenenza o meno al gruppo dei "franchi tiratori" della maggioranza. Richiamo l'incontro avvenuto in data 20 febbraio 2012, alla presenza anche del Consigliere Diego Empereur, e comunico quanto segue. Innanzitutto va preso atto delle scuse rivolte dal capogruppo Diego Empereur nel corso della riunione per le modalità utilizzate e l'invito a non partecipare al voto, e della dichiarazione per cui l'iniziativa è stata improvvisata e improvvida, avanzata a fronte della antipatica situazione dei franchi tiratori. A fronte di questo atteggiamento, prego le SS.VV. di voler considerare la vicenda con una disponibilità verso le attenuanti, già avanzate dallo stesso consigliere Empereur, che tolgono al fatto i contenuti di malafede connotandoli come una leggerezza della quale lo stesso consigliere Empereur non ha sul momento valutato le conseguenze. In secondo luogo ritengo doveroso, nella mia veste istituzionale, sottolineare che i Consiglieri regionali esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato e che in ogni occasione deve essere ribadito il rispetto del loro status, che si manifesta in primis attraverso l'esercizio del diritto di voto, costituzionalmente garantito ad ogni eletto e che prescinde da ogni logica di "disciplina" di partito. Ne consegue che ogni atto volto a impedire o limitare tale diritto, laddove non costituisca più grave infrazione, va censurato".
Queste le considerazioni del presidente Cerise che da una parte spiega la sua valutazione soggettiva sugli avvenimenti e i comportamenti, come nel suo pieno diritto, assumendosene la responsabilità. Dall'altra ribadisce alcune cose sui diritti e le garanzie del consigliere in generale e in particolare che confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, il nostro pensiero.
Oggi, non so bene ancora in che forma, il tema sarà all'attenzione del Consiglio e vedremo se e quali altre questioni eventualmente sorgeranno.
- luciano's blog
- Login o registrati per inviare commenti



Commenti
Franchi tiratori...
Scusate se mi permetto alcune considerazioni. Da quanto deduco, i "franchi tiratori" non dovreste essere voi. Se non sbaglio un "franco tiratore" è colui che nella segretezza vota contro, mentre nel voto palese vota a favore. Mi sembra che voi non abbiate avuto problemi ad esporvi "palesemente", di fronte alle inopportune richieste.
Non penso che la logica che, essendo voi i "franchi tiratori", abbiate fatto tutte queste rimostranze per evitare di essere "scoperti": era evidente che il putiferio che ne sarebbe uscito sarebbe stato notevole. Trovo corretto il vostro comportamento e anche, dalle sole notizie che si apprendono dai media, ipotizzabile che si sia trattata di una leggerezza, in quanto, se il capogruppo vi avesse temuto seriamente come "franchi tiratori", non si sarebbe lasciato andare a simili richieste.
E' evidente che i rapporti amichevoli tra voi consiglieri sono sconosciuti ai cittadini e pertanto le valutazioni si cerca di farle solo sugli atti espliciti e pubblici. Comunque cercare di capire chi fossero i "franchi tiratori", anche a posteriori, con deduzioni e ipotesi, non è possibile ne così giusto, perché, come dici tu, siamo nella sfera nell'autonomia propria che è garantita ai consiglieri.
Anche se nella "gestione politica" di una maggioranza certi comportamenti vanno, se non altro, capiti e interpretati correttamente. Questa vicenda ha, a mio parere,l'aspetto interessante, di mettere in dubbio le richieste di drastica riduzione del numero dei consiglieri: riduzione ci deve essere, ben chiaro, ma bisogna garantire un minimo di pluralità e per ridurre i costi non è solo sul numero che bisogna tagliare.
La politica è...
e resta la logica del confronto, specie in un "partito di raccolta", come si definisce tecnicamente.
Ogni "personalizzazione" eccessiva spegne il confronto e limita la democrazia interna. Non è facile conciliare il "leader" con il pluralismo, ma senza questo esercizio sono guai.