Radio Bleue

Amo la radio. Professionalmente sono nato lì e ancora oggi me ne occupo alla "Rai" per la programmazione regionale e ogni settimana curo un rubrica, come consigliere regionale, su di un circuito privato.
C'è qualcosa di magico e impagabile nel pensare che la voce ad un microfono attraversa ogni ostacolo per arrivare all'ascoltatore.
La radio è un media caldo e comunicativo e la sua forza sta anche nel suo radicamento locale.

Canna di sicurezza

Sul traforo del Monte Bianco ho scritto così tanto da poter lastricare il tunnel. La mia posizione è nota: sono contrario al raddoppio del traforo stradale.
E' vero che il traffico dei Tir, a differenza di quel che pensavano gli studiosi di trasporti internazionali, è nettamente diminuito e non solo per l'incidenza della crisi, ma un raddoppio sarebbe comunque in contrasto con la politica europea di spostamento delle merci dai camion alla ferrovia e non si capirebbe l'asse ferroviario Torino-Lione e la sua utilità.

Primum vivere: della voglia di allargare le maggioranze

"Primum vivere, deinde philosophari" - celebre frase di Aristotele - significa "Prima vivere e poi filosofare".
Così è la politica quando ha a che fare con i numeri. Quando si dubita della solidità della maggioranza che regge il proprio Governo, la tentazione è quella di "fare la campagna acquisti", cioè trovare voti che rafforzino la propria compagine a garanzia del proprio ruolo.
Attitudine comprensibilissima ma talvolta venata di semplice interesse di mantenere la propria "cadrega" a costo anche di stravolgere il patto con gli elettori e la linea politica del proprio partito.

Brutta aria

Non so quante volte ho scritto in questi anni di come il "federalismo fiscale" – di cui si parla ormai fino allo sfinimento - sia niente altro che uno slogan.
Sarebbe stato meglio, in un sano burocratese, chiamarlo "riordino dei trasferimenti finanziari e dei riparti fiscali delle Regioni".
Punto e basta.
Il resto è fumisteria, perché non esiste federalismo fiscale senza federalismo.

Un buon giardiniere

Il senso identitario, che è una delle caratteristiche della valdostanità in quanto ne riassume gli elementi di originalità, non è un un insieme di valori dati una volta per tutte e neppure una semplice professione di fede o un'espressione meramente ideologica.
E' semmai come un orto o un giardino che va coltivato quotidianamente e ciò vuol dire organizzarne gli spazi, scegliere le colture e accudirle, rispettare i tempi e combattere contro i diversi tipi di aggressione che ne minacciano l'equilibrio e l'esistenza.

Il clima costituente

Silvio Berlusconi si lamenta di non poter governare e invoca modifiche costituzionali che gli e lo consentano. C’è da chiedersi perché lo faccia.
E' vero che il sistema costituzionale italiano non è presidenzialista. Il nostro, al momento, è un sistema parlamentare, basato su un bicameralismo perfetto.
Il Presidente della Repubblica ha funzioni di controllo non particolarmente forti. Il Presidente del Consiglio, dopo una riforma della Presidenza del 1988 alla cui stesura collaborai da deputato, ha un potere notevole.

Ricordando la "Jeune Vallée d'Aoste"

"Élite" è un termine impiegatissimo in sociologia e usato dai politologi.
L'uso avviene, dando alla parola una connotazione positiva o negativa, a seconda degli autori e dei periodi storici.
Io appartengo a quelli cui la parola piace e vorrei esporne in poche righe le ragioni di una sua qual certa utilità.

Mai la Turchia nell'Unione europea

Sono sempre stato e resto contrario all'ingresso della Turchia nell'Unione europea.
Lo sono stato quando la Turchia era davvero sulla soglia e sarebbe bastato un nonnnulla per chiudere la partita e ritrovarsi i turchi cittadini europei.
La contrarietà è semplice: la Turchia non è geograficamente in Europa, la sua popolazione non ha cultura europea, il precedente allargherebbe a dismisura l'Europa.
Oltretutto la Turchia ha avuto atteggiamenti con il popolo curdo di palese violazione di quei diritti umani caposaldo dell'appartenenza europea.

Guardare avanti

Sarà pur vero che qui, in questo mio spazio pubblico, annoto ricordi, aneddoti, nostalgie, speranze e molto altro ancora.
Ciò avviene con una cadenza rapida, quotidiana nel blog qui a fianco, mentre è settimanale nel "Calepin" che state leggendo.
Il passare degli anni è testimoniato con costanza sul sito, come se si trattasse di un armadio pieno di cose e i cui cassetti contenessero gli oggetti accumulatisi nel tempo.
Certo è che di quanto fatto, visto, goduto o sofferto bisogna farne tesoro.

E' la democrazia

Dopo le elezioni c'è di tutto, come è giusto che sia: commenti, spiegazioni, allusioni, critiche, speranze, ma soprattutto i dati reali, vale a dire l'esito delle urne.
Prima si può far di tutto, in campagna elettorale, perché si è nella fase precedente, dopo è più difficile per una serie di ragioni.
Chi ha vinto scoprirà che adesso inizia il difficile.
Chi ha perso ci resterà male.
Sono sentimenti naturali ed entrambi dignitosi e non bisogna né troppo bearsi né troppo deprimersi da entrambi i lati della barricata.
Presentarsi al voto è comunque una prova coraggiosa e soggetta a rischi, per cui ne va preso il bene e il male con filosofia ed equilibrio, sapendo che un impegno è sempre una scelta lodevole.

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