Povero Orwell...

Con un successo fuori dal comune - cui io stesso ho contribuito come telespettatore occasionale - finisce il Gf, il "Grande Fratello", espressione di orwelliana memoria applicata alla convivenza televisiva di un gruppo di persone isolate nella "casa". Il povero George Orwell si rivolterà nella tomba a pensare che la profondità del suo pensiero, contro gli orrori delle dittature, è finita per essere banalizzata nel titolo di un programma con ragazzette discinte ignoranti come delle scarpe e con maschi che cercano la supremazia con liti che fanno rimpiangere le lotte simulate di alcune scimmie.

Un format internazionale di grande successo, che piace anche ai valdostani, anche se fino ad ora nessun originario della nostra Regione è riuscito alla fine ad entrare nel Gf e, per altro, siamo talmente pochi che il televoto, che non conosce il "proporzionale", ci massacrerebbe.
Attirati come siamo dalla forza ipnotica della stupidità (gli studiosi possono dimostrarci che persone intelligenti nella "casa" non farebbero gli stessi indici d'ascolto), osserviamo con un pizzico di masochismo questi essere umani chiusi dentro un acquario televisivo come se fossero dei pesciolini e il cui comportamento è ovviamente alterato dalle telecamere che li seguono ovunque.
Strisciamo come loro, accompagnandoli come telespettatori, nella rassicurante fanghiglia di chiacchiere in libertà che è la forza del cosiddetto reality, che di realtà non ne ha, perché la vita quotidiana è ben più grama della fame o della dissenteria dell'Isola dei Famosi e anche del confessionale del Gf, che finisce poi per ruotare attorno a problemi amorosi e ormonali con l'unica variante libertina della sessualità sempre più libera come da costumi in evoluzione (lesbismo e omosessualità attirano la massima attenzione con un provincialismo rimarchevole).
Qualche tempo fa, qualcuno mi ha detto: perché non proporre sulla rete nazionale un "Grande Fratello montano" con dei concorrenti chiusi come topolini di laboratorio dentro un rifugio alpino d'alta quota?
Non essendoci mai limite al peggio, l'idea potrebbe concretizzarsi: ai salvi chi può!

Commenti

Io ci sto...

ma vorrei che in questo rifugio di alta montagna ci si confrontasse sulla capacità di dormire.
Io ho talmente tanto "recupero" da fare che... «The winner is...».

Devo ragionare sul cast...

perché un buon presupposto sono i "compagni d'avventura": adesso mi metto a ragionare su ragionevoli paletti di sadismo.

Ecco...

ci metti quelli che russano?
Colpo basso...

Una mattina...

si parlava del Gf e reality simili, al bar davanti a cappuccio e brioche , ed un allevatore che portava campioni ad analizzare ci guarda ed in schietto patois dice che andrebbe volentieri lui all'isola, tornerebbe abbronzato, tirato a lucido, con un fisichino niente male... e si toglierebbe oltretutto la soddisfazione di mettere le mani in faccia a qualche fenomeno da baraccone lì presente. Come non invidiarlo, prendere a calci quel presuntuoso di B**i.
Santa ragione dal momento che all'isola o st******e simili ci va chi non ha neanche idea di cosa vuol dire lavorare e guadagnarsi la pagnotta, salvo pretendere un ricco cachet di presenza. Si ricicla un'accozzaglia di zotici litigiosi che fanno veramente vergognare la razza umana.

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