Predire il futuro è uno degli esercizi che ha impegnato l’Umanità sin dal passato più remoto con zero speranze di riuscirci.
Eppure c’è chi, ancora oggi, ci prova!
Nell’antichità, la predizione del futuro (o divinazione, perché si cercava di capire la volontà degli dei) non era affatto considerata una forma di superstizione.
Anzi, era - sotto diverse forme - riconosciuta come una vera e propria scienza ufficiale, cui fare riferimento per orientare la propria vita. Dai vertici del potere sino alle persone più semplici, tutti consultavano segni e oracoli prima di ogni decisione importante, convinti che esistesse una rete di messaggi inviati dalle divinità.
Facciamo qualche esempio, cominciando con quanto poi finiremo.
La Mesopotamia è considerata la culla dell'Astrologia. A differenza dell'oroscopo moderno, i babilonesi guardavano le stelle per predire il destino dello Stato o del Re. Eclissi e congiunzioni planetarie erano interpretate come segnali di carestie, guerre o prosperità.
Usavano anche la Lecalomanzia, che usano ancora oggi maghi o esorcisti. Versavano, infatti, olio in un bacino d'acqua e osservavano le forme che si creavano sulla superficie per fare le previsioni.
Per i Greci antichi il punto di riferimento più famoso era l'Oracolo di Delfi, dove la sacerdotessa Pizia, in stato di trance, pronunciava profezie ambigue che venivano poi interpretate dai sacerdoti.
Ai romani piaceva l’Epatoscopiq (la lettura del fegato), ereditata dagli Etruschi e consisteva nell'esaminare le viscere di animali sacrificati, in particolare il fegato. Si credeva che il fegato fosse lo specchio del cosmo.
C’era anche l’Ornitomanzia da cui traevano auspici, osservando il volo, il canto e il modo di mangiare degli uccelli. La divinazione cinese era estremamente sofisticata e basata su complessi sistemi numerici e simbolici.
in Cina si affidavano Piro-osteomanzia. Durante la dinastia Shang, i divinatori scrivevano domande su scapole di bue o gusci di tartaruga, poi applicavano calore finché il materiale non si incrinava. Le crepe venivano lette come risposte degli antenati. Più noti anche i Ching (Libro dei Mutamenti): Uno dei testi più antichi del mondo. Si tratta di 64 esagrammi ottenuti lanciando steli di achillea (o monete). Non prediceva un futuro "fisso", ma indicava la tendenza del mutamento in corso. In Egitto si usava l’Oniromanzia i sogni erano visti come messaggi diretti degli dei. Esistevano veri e propri Libri dei Sogni. Anche oggi c’è chi ci crede! Si potrebbe continuare a lungo nei diversi Continenti.
Ci sono vecchi metodi per predire che sono ben vivi e anche a me qualche volta hanno “fatto i tarocchi”, carte con figure varie nate verso la metà del XV secolo nel nord Italia. La trasformazione in strumento per predire il futuro avviene solo alla fine del XVIII secolo in Francia, grazie a due figure chiave che "reinventarono" la storia delle carte, inventandosi legami con l’Antico Egitto.
Ci si infila poi in storie di spiritismo e accultismo che arricchiscono il bagaglio per chi ci crede e si affida alle carte. Ma il top di questi tempi di inizio anno sono gli oroscopi! Le origini degli oroscopo affondano le radici nell'antichità (Sumeri e Babilonesi), in un percorso che intreccia astronomia, religione e divinazione.
Dopo la conquista di Alessandro Magno, le conoscenze babilonesi si fondono con la matematica e la filosofia greca e nasce e si sviluppa l’attuale astrologia oroscopica, giungendo con lunga storia agli attuali 12 segni zodiacali, legati alla data di nascita.
Insomma: ciò che oggi chiamiamo "oroscopo" è l'ultimo discendente di una tradizione millenaria che è partita dai templi di Babilonia e si è trasformata nel tempo, passando per Alessandria, Baghdad, Firenze e… le pagine dei giornali del 1900-2000.
Se già non esisteva alcun valore reale in passato, il «cielo degli oroscopi» è inesistente nel senso che è un cielo congelato nel tempo, un cielo immaginario che non esiste più da secoli. Gli astrologi lo sanno benissimo, ma lo mantengono per tradizione e perché funziona sul piano psicologico/simbolico.
Io, per quel che serve, sono del segno del Capricorno, che esiste perché fa parte del sistema zodiacale antico, nato da una combinazione di osservazioni astronomiche e simbolismo mitologico che si è evoluto nei millenni ed è legato a quel momento topico che è il solstizio d’inverno.
Pur non credendo agli oroscopi, leggo il mio su Internazionale, perché scritto con verve, ironia e sfoggio di cultura da Rob Brezsny, che è un astrologo, scrittore, musicista e autore americano,
Lui stesso dice: “La mia missione segreta è essere un poeta che viene pagato per scrivere poesia".
Interessante il mio oroscopo per il 2026: “Un frutteto appena piantato trascorre il primo anno a far crescere le radici, senza produrre frutti. Il vero lavoro avviene sottoterra e rimane invisibile. Suppongo che sia proprio quello che farai tu nei prossimi mesi, Capricorno: un'opera di stabilizzazione e preparazione invisibile. Se qualcuno ti chiede cosa stai producendo, sorridi in modo imperscrutabile e rispondi: “Profondità". Impegnati in un lavoro silenzioso e nascosto invece che in esibizioni spettacolari. Come dice la mia ruvida guida spirituale Esther: "Non devi dimostrare niente a nessuno". Il nutrimento che accumulerai produrrà abbondanza in seguito”.
Un bel programmino…