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07 gen 2026

San Luciano

di Luciano Caveri

Il detto dal ritmo musicale “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi” non ha un autore, ma ci sono modi di dire o proverbi che gli somigliano in tante lingue diverse ed esprimono una saggezza popolare che nasce probabilmente dalla necessità di fissare limiti da non travalicare.

Come accade per molti proverbi, che passano di generazione in generazione attraverso l’oralità, non è stato dunque “inventato” da una persona precisa, ma si è consolidato nel tempo perché efficace e facile da ricordare.

Se davvero è nato per dire che si può scherzare con le persone comuni (“i fanti”, cioè i soldati semplici e dunque la gente) ma non con ciò che è sacro, ormai viene usato spesso in senso ironico, per dire che ci sono argomenti su cui è meglio non scherzare, anche al di fuori del contesto religioso.

Ma oggi lo uso, con garbo, visto che sui calendari giusti oggi risulta proprio il mio onomastico, essendo la data dedicata a San Luciano.

I miei genitori mi hanno sempre detto che mi avevano dato questo nome perché era il secondo nome del fratello di mio papà morto in circostanze tragiche.

Da una ricerchina scopro cose che sapevo e cose che non sapevo. Il nome deriva dal latino Lucianus, che è un cognomen (un soprannome o terzo nome) derivato a sua volta dal nome Lucius.

In termini linguistici, si tratta di un patronimico: originariamente indicava "colui che appartiene a Lucio" o "discendente di Lucio". La radice comune è il sostantivo latino lux (luce). Per cui, chi sbaglia facendomi gli auguri il 13 dicembre, in occasione, di Santa Lucia, prende un granchio ma con un pezzettino di verità.

Data la sua derivazione, il significato principale è: “Nato nella luce", “Splendente", “Luminoso". Nel mondo romano, il nome Lucius veniva spesso dato ai bambini nati alle prime luci dell'alba, come segno di buon auspicio. Io sono nato alle 20.10 di sera e dunque la pista non funziona.

L'onomastico si festeggia solitamente - come dicevo - il 7 gennaio, in memoria di San Luciano di Antiochia, martire del IV secolo. Tuttavia, esistono altre date possibili: il 3 gennaio c’è San Giuliano di Lentini, l’8 gennaio con San Luciano di Beauvais (sul calendario del valdostanissimo Messager Valdôtain così risulta) o il 26 ottobre con un San Luciano, martire insieme a San Marciano in Turchia.

Ho provato a capire di più di questo Luciano di Antiochia e ne sono uscito stranito, pur contando su un esame universitario sulla Storia della Chiesa.

Treccani, infatti, dice: “Martire nella persecuzione di Massimino (312). Secondo Suida, sarebbe nato a Samosata e, iscritto nel clero di Antiochia, vi avrebbe fondato la celebre scuola esegetica. Fatti che si possono ritenere certi: che sono suoi i lavori sul testo della Bibbia greca, concretatisi nella recensione "lucianica" o "antiochena" dei LXX e del Nuovo Testamento; che fu maestro di Ario e d'altri della stessa scuola, come Eusebio di Nicomedia. Ne è prova che gli viene attribuita una delle formule approvate dall'arianeggiante concilio di Ancira in dedicatione; che la Passio Luciani è di carattere ariano e che la venerazione per lui, specialmente da parte di S. Elena madre di Costantino, coincide con la restaurazione di Drepanum (Elenopoli) e con il risorgere del partito ariano, già sconfitto a Nicea”.

Mi fermo qui, perché la spiegazione complicatissima prosegue a lungo sino a dubitare di certe ricostruzioni sulla vita del Santo date per certe. Quel che è sicuro è che il citato Luciano fu figura insigne nei periodi storici in cui si forgiava il cristianesimo fra dispute infinite.

Sul suo martirio c’è un’evidente tragicità. L’Imperatore Gaio Galerio Valerio Massimino, originariamente noto come Daia, lo condannò a morir di fame legato sul ceppo e al palo tenuto fermo mediante il nervo ai piedi ed un legno al di sopra del capo sopra di cui vennero stirate ambedue le braccia e disteso su un letto di punte di ferro e rottami di vetro e creta. Vi durò, con meraviglia, quattordici giorni di digiuno e atroci sofferenze. Sadismo puro.

Infine, un’annotazione curiosa e più allegra. Luciano è stato uno dei nomi più amati in Italia tra gli anni '30 e gli anni '60. Negli anni '70 si stimava che ci fossero circa 258.000 persone con questo nome. Dunque un nome "tradizionale", molto presente - ahimè- nella popolazione adulta e anziana.

All’epoca era più o meno alla 20ª posizione nella classifica dei nomi maschili più comuni tra l'intera popolazione italiana residente.

Oggi il nome Luciano non compare più nella "Top 50" dei nomi più scelti dai genitori italiani, per cui mi tengo un nome dal sapore "vintage".

Ma, attenzione! A differenza dell'Italia dove è in calo, il nome Luciano sta vivendo una fase di crescente popolarità nelle Americhe.

Consolazione su cui sorridere.