L’altro giorno ho scritto un post su X abbastanza innocuo, che corrisponde per altro in sintesi a quanto ho scritto ormai da anni: ”La mia ammirazione verso gli ucraini corrisponde al contrario al disprezzo per i filorussi che impazzano in Italia”.
Sin da subito, ma poi in maniera sistematica, sono spuntati per insultarmi in modo sprezzante, aggressivo, sfottente e persino violento una miriade di personaggi amici della Russia, prevalentemente anonimi.
Un esame accurato dei profili (prima di bloccarli, perché non parlo con gli sconosciuti) dimostra che in gran parte sono fasulli e dunque vale la pena ricordare come il Male (dittature schifose e maldestre) siano capaci di creare sistemi di controinformazione da cui guardarsi e che andrebbero smascherati.
Non fosse che, anche quando denunci toni eccessi e persino pericolosi a chi dovrebbe vigilare, ottieni da chi dovrebbe controllare risposte automatiche di assoluzione anche dei tipacci peggiori che andrebbero banditi.
Per questo bisogna abituarsi e sgamare quelli che rientrano nel termine ”bot”, parolina per indicare i profili falsi o account fake sui social network. Deriva direttamente dall'inglese ”robot", abbreviato con eccessiva carineria in ”bot".
In informatica, questo bot (tolgo le virgolette) è un programma software automatico (un "robot" digitale) che esegue compiti ripetitivi senza intervento umano, o con intervento minimo. L'idea di fondo è proprio quella di una macchina che simula comportamenti umani in modo autonomo. Ne vediamo in azione dappertutto e sono degli inquinatori di civile convivenza, spregevoli manipolatori, diffusori di notizie farlocche.
Per capirci sui social (come Twitter/X, Instagram, Facebook, ecc.), proliferano molti account falsi, che non sono gestiti da persone reali, ma da script o programmi che sfornano automaticamente profili(nome utente, foto, bio), pubblicano post, like, commenti, retweet o seguono altri utenti in modo coordinato e massiccio.
Simulano interazioni umane per manipolare opinioni, diffondere disinformazione, aumentare follower falsi, promuovere prodotti o influenzare.
Interessante capire bene: Bot puro: account controllato interamente da un software (nessun umano dietro, o quasi). Profilo falso generico: può essere gestito manualmente da una persona (ad esempio un troll o un operatore che crea account fake per spam).
Naturalmente ci sono poi adepti esaltati umanissimi, che si prestano a fare da ripetitori per motivi ideologi, spesso veri e propri deliri, che sono alimentati da reti di informazione fasulle emesse ad arte.
Guardando certi profili mascherati, si è di fronte a persone palesemente disturbate che riescono a fare il loro sporco lavoro, inseguendo i loro fantasmi.
Peccato che nessuno li rimetta in riga e qui non si parla di libertà di informazione, spesso usata come paravento che dovrebbe proteggere anche le peggior cose.
Prima o poi si dovranno costringere i grandi player del Web a operare veritiere azioni di pulizia, cui oggi si sottraggono, facendo finta di niente.
Molti studi e discussioni sottolineano che "bot = utenti = soldi". Le aziende sono riluttanti a investire risorse pesanti se questo significa ammettere che una parte significativa del traffico è artificiale.
L'AI sta peggiorando le cose: bot più sofisticati e "sciami" per manipolare il dibattito pubblico.
In fondo, i bot riflettono un problema più ampio: i social sono ottimizzati per attenzione e profitto, non per autenticità. Finché non cambierà il modello di business o arriverà una regolamentazione incisiva, le azioni reali resteranno parziali e dovremo sopportare squallidi attacchi personali e notizie diffuse farlocche.