In questi giorni sono in Giordania. Un viaggio organizzato da tempo e di fatto non annullabile, se non per una rinuncia completa alla cifra spesa.
Lette le notizie sul sito del Ministero degli Esteri, che non chiudeva alla visita pur esponendo alcune accortezze, sono partito pieno di curiosità per questo Paese.
Mi sono ritrovato in zone turistiche come Petra quasi da solo, laddove normalmente in questo periodo ci sono frotte di turisti. Un’esperienza unica e irripetibile per capire terre come queste, culla di antiche civiltà che si sono susseguite le une alle altre sino alla islamizzazione.
Nel caso di Petra era una città costruita nella roccia dai Nabatei, un’antica popolazione nomade araba che si stabilì in quest'area intorno al IV secolo a.C. . Da semplici beduini, si trasformarono in una delle civiltà più ricche e sofisticate dell'antichità grazie al controllo delle rotte commerciali. I Nabatei come popolo distinto scomparvero dalla scena (o meglio, si assimilarono completamente) intorno al VII secolo d.C., con l'arrivo della conquista araba islamica.
Questa storia del processo storico di islamizzazione è stato complessa e non è avvenuto dall'oggi al domani. Sebbene le conquiste militari siano state fulminee, la conversione religiosa delle popolazioni è stata un fenomeno molto più graduale, durato secoli.
Fa impressione per un cristiano ragionare sul fatto di come luoghi significativi della Terra Santa come la Giordania, dove i cristiani erano assoluta maggioranza, vedano ormai una loro presenza irrisoria, pur essendo stata una delle comunità più antiche al mondo. Ormai una piccola minoranza, pur rispettata e partecipe a differenza di quanto avviene in altri Paesi arabi, come la Siria, dove i cristiani sono perseguitati.
Comunque sia in queste zone del mondo, dove si sviluppò la predicazione di Gesù e il segno profondo che ancora oggi ci deriva dalla Sacre Scritture, tutto cambiò a partire dalla conquista araba del 636 d.C. .
Ricordo che la Terra Santa è la regione compresa tra il Mar Mediterraneo (a ovest) e il fiume Giordano (a est), ma può avere un senso più ampio (soprattutto in contesti biblici o cristiani). Come è avvenuto per me nella visita nella parte occidentale della Giordania, vicina al fiume Giordano e al Mar Morto, che fa parte di questa regione storica.
Come dicevo, molti eventi chiave dell’Antico e del Nuovo Testamento si svolsero proprio su questo territorio (come luogo del battesimo di Cristo), che oggi conserva siti archeologici e luoghi di pellegrinaggio carichi di significato spirituale e storico.
Questi luoghi non sono semplici rovine: formano un percorso che attraversa l’intera storia della salvezza, dal popolo eletto nell’Antico Testamento fino agli eventi fondanti del cristianesimo.
Il processo di arabizzazione e di conversione progressiva all’Islam è assai interessante e forse istruttiva rispetto allo scenario futuro dell’Europa.
Non lo dico, per carità!, per agitare chissà quali fantasmi e creare chissà quali apprensioni. Ma il tema è discusso ormai in molti Paesi Scandinavi e in Francia e c’è chi lo fa con serietà e non con logiche xenofobe del tutto inaccettabili.
Ma la Storia resta in qualche modo magistra vitae e l’Unione europea ha il compito importante di capire gli sviluppi futuri non a salvaguardia di chissà cosa o contro chissà chi, ma a difesa di valori occidentali di democrazia e di diritti civili che ritengo non essere negoziabili.
Interessante che la Giordania - che ovviamente non cito come modello di rispetto complessivo dei diritti civili! - vieti la predicazione degli iman su questioni politiche (così come avviene in Marocco) e debbano limitarsi agli aspetti religiosi per evitare che si espandano gli estremisti islamici ed è quanto non accade in Italia.