Credo che molti di noi conoscano, magari per fortuna non avendole vissute, delle controversie tra vicini rappresentano una delle categorie più frequenti di contenzioso civile in tutti i Paesi del mondo. Insomma: una caratteristica universale!
Le liti tra vicini nascono da situazioni quotidiane e ricorrenti in ogni cultura: rumori, confini di proprietà, accesso a spazi comuni, animali, alberi, parcheggi, infiltrazioni d’acqua. Sono conflitti che toccano la sfera più intima della vita domestica, quindi tendono ad diventare una sorta di ossessione.
Un frutto amaro causata dal rapporto di prossimità, che prescinde spesso da somme in gioco modeste che assumano un valore percepito enorme. Giusto per dire quanto componente emotiva supera spesso quella razionale, rendendo difficile la mediazione e si finisce in Tribunalecon i tempi, almeno in Italia, che si dilatano.
Divertente da raccontare e dimostrazione degli scontri fra mondo rurale e cittadini finiti a vivere in campagna un caso recente svoltosi in Francia. In una frazione vicino al centro di Autun, in Saona e Loira, alcuni vicini si sono dati battaglia in Tribunale a causa di un gallo che canterebbe troppo forte e troppo presto all’alba.
La Corte d'Appello di Digione ha appena respinto, ancora una volta, le richieste dei ricorrenti, autorizzando il gallo a continuare a cantare e dunque - commento mio - a fare il suo lavoro, oltre a quello oneroso nel pollaio.
La vicenda vedeva in contrasto Philippe Brochot, proprietario di Kiki il gallo, con la famiglia Boukri, i suoi vicini. Da quattro anni la coppia Boukri, dopo essersi stabilita nella frazione di Couhard vicino ad Autun, aveva avviato senza successo procedure legali per far cessare il canto del gallo. Pochi giorni fa, la giustizia ha deciso ancora una volta a favore del pennuto, che immagino sia inconsapevole della sentenza.
Notti regolarmente interrotte dal canto del gallo del vicino: ecco il motivo di questa lite di vicinato finita di fronte alla Giustizia. Settanta metri separano le due abitazioni e, secondo gli esperti incaricati, i versi lanciati dal volatile sono "udibili dall'esterno della proprietà dei coniugi Boukri, così come dall'interno quando la porta finestra è aperta, e percepibili dall'orecchio umano quando le finestre sono chiuse".
Rumori che però disturbano solo la coppia Boukri, a giudicare dalla dozzina di testimonianze degli abitanti della frazione di Couhard, che dal canto loro (notate l’espressione azzeccata!) non rilevano alcun disagio particolare legato all'animale.
La decisione giudiziaria, attesa per questo procedimento in appello, si basava essenzialmente su una domanda: il domicilio di Philippe Brochot, con il suo pollaio adiacente, si trova in città o in campagna?
In primo grado, la coppia di ricorrenti era stata respinta a fine 2025 dal Tribunale giudiziario di Chalon-sur-Saône e condannata a versare 1000 euro al proprietario del gallo. La coppia aveva impugnato la sentenza.
Secondo il verbale dell'udienza, "il Sig. Brochot sottolinea che le abitazioni delle parti sono situate nella frazione di Couhard, che conta circa 200 abitanti e si trova a 1,5 km dal centro di Autun, mentre i coniugi Boukri rilevano che le abitazioni si trovano nella zona del Piano Urbanistico locale del comune di Autun, qualificata come 'tessuto urbano dominato da edilizia residenziale'".
Due visioni opposte per determinare se l'inquinamento acustico del gallo, che canta più volte a fine notte secondo i rilevamenti (tra le 04:15 e le 07:45), costituisca un "disturbo manifestamente illecito".
Da notare come il fallo somigli a quelle sveglie che possono tornare a suonare se si pigia il tasto giusto dopo un primo squillo. La Corte d'Appello di Digione ha considerato i seguenti testi di legge per emettere il giudizio. Da un lato, è vero che esiste il principio giurisprudenziale secondo cui nessuno deve causare ad altri un disturbo anormale di vicinato, sancito dall'articolo 1253 del codice civile francese. Tuttavia, esiste una riserva a questo principio: quando "il disturbo anormale deriva da attività esistenti prima dell'atto di trasferimento della proprietà". La coppia Boukri ha acquistato il terreno non potendo ignorare la presenza del pollaio.
Dall'altro lato, l'articolo L.110-1 del codice dell'ambiente, volto a definire e proteggere il patrimonio sensoriale delle campagne francesi, il quale dispone che "le risorse e gli ambienti naturali terrestri e marini, i suoni e gli odori che li caratterizzano, i siti, i paesaggi diurni e notturni, la qualità dell'aria, la qualità dell'acqua, gli esseri viventi e la biodiversità fanno parte del patrimonio comune della nazione".
Pensate che questo testo deriva in parte da un caso precedente diventato famoso in Francia: una coppia di villeggianti aveva fatto causa a un contadino per il canto del suo gallo Maurice, ritenuto eccessivamente disturbante. Il tribunale ha dato torto ai querelanti, e il caso addirittura spinse il Parlamento francese ad approvare una legge nel 2021 che tutela i “suoni e odori della campagna” come patrimonio sensoriale rurale.
Odori - preciso - che in Valle d’Aosta, per via di una concimaia, causarono una lite di vicini che non sopportavano neppure i campanacci delle mucche.
Tornando al contenzioso francese, la Corte d'Appello di Digione ha dunque respinto la denuncia dei coniugi Boukri, condannandoli a versare al loro vicino, Philippe Brochot, la somma di 1000 euro per le spese legali e 800 euro come risarcimento per i danni subiti. Kiki il gallo potrà quindi continuare a cantare.