Ci si può divertire - e ho il vantaggio di poterlo fare in italiano e in francese - con detti famosi sul cuore.
Da ”al cuore non si comanda”. (L’amore o i sentimenti non obbediscono alla ragione) al ”parlare a cuore aperto / col cuore in mano” (Essere sinceri, dire tutto senza filtri) Da “a cuor leggero“ (Fare qualcosa serenamente, senza preoccupazioni o rimorsi) a ”avere un cuore d'oro (Essere una persona estremamente buona, altruista e gentile).
In francese, spesso in analogia con l’italiano, si va da ”loin des yeux, loin du cœur” (Lontano dagli occhi, lontano dal cuore – la distanza affievolisce i sentimenti) a ”la beauté du cœur est plus belle que celle du visage (La bellezza del cuore è più bella di quella del viso), da “tout cœur qui n’est pas brisé n’est pas un cœur. (Ogni cuore che non è stato spezzato non è un vero cuore) a “le cœur a ses raisons que la raison ne connaît point” (Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce – celebre frase di Pascal, quasi un proverbio).
La parola cuore ha una storia affascinante che affonda le radici nelle origini stesse del linguaggio indoeuropeo. È una di quelle parole "primordiali" che sono rimaste quasi identiche attraverso i millenni.
Ecco il percorso etimologico: Tutto parte dalla radice indoeuropea kerd- (o krd-), che indicava proprio l'organo centrale del corpo. Questa radice è un fossile linguistico che ritroviamo in quasi tutte le lingue della nostra famiglia: Greco antico: kardía (da cui "cardiaco"); Latino: cor, cordis; Germanico: hertan (da cui l'inglese heart e il tedesco Herz). Dalla radice indoeuropea si arriva al latino cor (al genitivo cordis).
All’inizio si riferiva all'organo fisico, poi, però, i Romani (comealtri popoli antichi) iniziarono a usare cor per indicare la sede dell'anima, dell'intelligenza e dei sentimenti.
Il passaggio dal latino cor all'italiano cuore avviene attraverso il cosiddetto dittongamento spontaneo. In molte lingue romanze, la "o" breve latina, quando accentata in sillaba aperta, si trasforma nel dittongo "uo":
In sintesi, il cuore non è solo un muscolo nel nostro dizionario, ma il centro pulsante della nostra interazione con il mondo, come dimostra la sua radice che batte da oltre cinquemila anni. Il termine italiano cuore evoca dunque più movimento o una scossa ritmica e continua necessaria per vivere, che un sentimento, un'emozione, un pensiero o un simbolo. E' molto bello quando i bambini piccoli scoprono con stupore il tuo e il loro battito. Per altro in fase prenatale, arricchita oggi da apparecchiature incredibili per le ecografie, fa impressione vedere battere il cuoricino del proprio figlio già con il rumore dei palpiti, segno della Vita.
Il cuore lo troviamo non a caso celebrato in tutte le civiltà sin dal passato più remoto, che siano gli egizi o i greci, ne parlano Confucio e gli antichi romani. Nelle Sacre Scritture troviamo il cuore citato in numerosissime e diverse sfumature. Oggi tutto quel che ruota attorno all'Amore (canzoni, poesie, oggettistica) è caratterizzato da un cuore, generalmente rosso fuoco.
Esiste ormai - nel nostro uso nel nostro mondo digitale - una sorta di “linguaggio” informale nell’uso dei cuori emoji, soprattutto per i colori, anche se non è un sistema rigido o ufficiale come un codice segreto. Le interpretazioni derivano da convenzioni culturali, social media (Instagram, WhatsApp, TikTok) e abitudini condivise, e possono variare leggermente da persona a persona o contesto.
Quanti cuori emoji ci sono? Nel Unicode attuale (fino a Emoji 15+), ci sono decine di emoji che includono cuori (circa 30-40 tra cuori singoli, varianti colorate, combinate e faccine con cuori). Non è un numero fisso perché includono sequenze (es. cuore in fiamme) e varianti. Ecco i principali cuori singoli colorati/formati più usati:
• ❤️ Cuore rosso (classico, amore/passion)
• 🧡 Arancione (affetto caldo, amicizia)
• 💛 Giallo (gioia, amicizia pura, felicità)
• 💚 Verde (speranza, crescita, gelosia in alcuni contesti, o supporto)
• 💙 Blu (fedeltà, fiducia, amicizia “bro”)
• 🩵 Azzurro/chiaro (calma, serenità, accoglienza)
• 💜 Viola (ammirazione, lusso, spiritualità; molto usato dai fan)
• 🤎 Marrone (stabilità, amicizia profonda)
• 🖤 Nero (umore dark, tristezza, umorismo nero o eleganza)
• 🤍 Bianco (purezza, amore pulito, supporto)
• 🩷 Rosa (carino, affetto dolce, flirt leggero)
• 💔 Cuore rotto (dolore, delusione)
• 💓 Cuore battente (eccitazione, amore vivo)
• 💕 Due cuori (amore condiviso)
• 💖 Cuore scintillante (ammirazione entusiasta)
• 💗 Cuore che cresce (affetto crescente)
• 💘 Cuore con freccia (innamoramento, Cupido)
• 💝 Cuore con fiocco (regalo d’amore)
• 💞 Cuori rotanti (affetto reciproco)
• ❤️🔥 Cuore in fiamme (passione intensa)
• ❤️🩹 Cuore che guarisce (recupero emotivo)
• 🫀 Cuore anatomico (letterale, medico o “dal cuore”)
Più faccine come 🥰 (faccina con cuori), 😍 (occhi a cuore).
E' interessante segnalare come il cuore sia dappertutto sulle Alpi. Pensiamo al caso della bandiera dei walser o al simbolo su tessuti o inciso nel legno degli chalet. Mi pare di capire che in pare derivi dalla devozione del Sacro Cuore di Gesù proveniente dalla mistica tedesca del tardo medioevo.
Fa piacere che anche il simbolo o, se preferite, il marchio adottato dal turismo valdostano sia stato - ormai dal 2004 - un cuore proprio nel ricordo di una simbolistica alpina. Quando questo avvenne, avevo responsabilità sul turismo nel Governo regionale e ebbi modo di dire di questo cuore rosso valdostano, che palpita di storia, cultura tradizione. Il marchio fu stato scelto tra circa trecentocinquanta proposte presentate all'apposito bando del concorso internazionale. Venne realizzato da "Narcisi & Siva", di Milano e appare ad una prima visione come un cuore rosso, mentre poi si vedono al suo interno elementi della cultura e della tradizione valdostana, come grolla, la coppa dell'amicizia, oggetti dell'agricoltura, flora e fauna, monumenti e altri elementi caratterizzanti.
Tutti oggetti d’amore, dentro un cuore.