Il blog e la sfera più intima

ciambelle, meglio col bucoCapita di sentirsi, anche se lo faccio raramente, nelle condizioni di scrivere qualcosa di più intimo e oggi riguarderà il blog stesso. 
Siete  in molti a seguirlo e questo mi conforta, assicurandovi che non ho mai avuto nel tenerlo vivo intenti elettoralistici. Anche perché sarebbe miserrima una politica concepita solo come un apostrofo che colleghi un'elezione con un'altra.
Aggiungerei che esiste uno "zoccolo duro" di lettori, partecipi - nella loro lettura quotidiana - di questo mio diario giornaliero. So bene che questi pensieri sono come le ciambelle, ogni tanto riescono con il buco e altre volte no. So anche che non sempre quel che scrivo coincide con il pensiero di chi legge e non potrebbe essere altrimenti, ma spero che si apprezzi il fatto che "ci metto la faccia". Talvolta mi farebbe piacere che ci fossero più commenti: non mi stupisco che alcuni partecipino e poi si stufino, che altri non abbiano voglia di scrivere o temano la scrittura oppure che alcuni si registrino e poi si scordino le modalità d'accesso e si limitino a sbirciare se quel che dico quel giorno può essere o meno interessante da leggere.
Io non ho particolari ambizioni con i post e mi barcameno ogni giorno a cercare argomenti. Non penso alla posterità, anche se scrivere imprigiona pensieri, sensazioni e vita vissuta che un giorno mi farà compagnia.
Ogni tanto penso - e mi capita di commuovermi, perché non ho mai avuto paura di piangere, essendo un modo per esprimere le proprie emozioni - che in futuro i miei figli o chissà i miei nipoti troveranno, nel mare di banalità qui annotate, un guizzo che interessa loro, come se si trattasse di un ponte con me. E' un pensiero consolatorio. 
Ogni tanto ripenso a mio padre e più passa il tempo dalla sua morte e non lo ricordo più come un vecchio ormai dolente che mi guardava senza più aver voglia di vivere, dopo una vita cha era stata lunga e generosa. Immagino che in limine si fosse ben reso conto che gli ultimi granelli di sabbia scorrevano nella clessidra.
Oggi appunto rivedo dei flash di mio papà più giovane. Quando lui aveva la mia età di oggi, io avevo ventiquattro anni e ogni tanto mi capita di fare calcoli astrusi di questo genere fra lui e miei splendidi figli. Mi spiace che abbia scritto pochissimo della sua vita. .
Ma a compensazione c'è quel fenomeno che ho già descritto e che ogni adulto avverte quando invecchiando ritrova in sé tratti e comportamenti dei propri genitori e parenti. E vede quelle stesse cose nei propri figli: il sigillo dell'ereditarietà.

L'Europa e la Valle d'Aosta

Il sottoscritto al Comitato delle Regioni
Sessione europea del Consiglio Valle. Inutile negare che per me, membro del "Comitato delle Regioni" ed europeista convinto, ma conscio dei limiti attuali, l'occasione è ghiotta. Per cui, derogando alla consueta sintesi, ho parlato più a lungo del solito nell'aula di Place Deffeyes.
Sono andato "a braccio", con numerose digressioni, per cui chiedo venia se talvolta apro e chiudo parentesi, perdendo in razionalità in favore dell'ascoltabilità.
Come credo si capisca sono argomenti che mi appassionano e mi consentono di approfondire temi che considero molto utili per la Valle.


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Il grillismo

Beppe Grillo 'naviga' sui suoi sostenitoriSi parla di "antipolitica" con riferimento al MoVimento (scritto così) 5 Stelle, creato e diretto dall'ex comico Beppe Grillo ed emerso nelle ultime amministrative, dopo aver vivacchiato già da tempo in una politica prevalentemente virtuale via Internet o attraverso i comizi-spettacoli del fondatore, cui non manca la verve e un gusto per le invettive, piuttosto greve.
I "grillini" sono gli aderenti al suo partito dichiaratamente "personalista" e non è un giudizio di valore, ma una constatazione che si vede scritta nel simbolo e in una struttura di comando che ruota attorno al leader e alle sue decisioni. Leggere programmi e proclami non permette di capire con esattezza dove collocarli e non è un caso che abbiano sottratto voti a destra come a sinistra.
In Valle hanno già annunciato una lista per le regionali e immagino che ciò derivi dalla scelta di sfruttare il vento in poppa dopo le recenti amministrative e la presenza anche da noi di elementi che possono generare un voto di protesta. Non ci vedo niente di strano e non penso che incarnino davvero l'antipolitica. Infatti il terreno di confronto resta anche per loro la politica e cosa potrebbe esserci di altro in democrazia? Così i grillini partecipano alla partita attraverso le elezioni e la logica è sostituirsi a chi c'è oggi. Una concorrenza legittima direi giocata sul piano della freschezza e del pragmatismo in una logica antisistema e antipartiti che li colloca in un'area populistica che scompare e riappare nella politica italiana.
Come sempre, dovrà fare i conti con la realtà, che è complessa come non mai ed "essere contro" è una benzina che non dura a lungo, anche se il periodo di crisi e un sistema di partiti ormai in tilt possono essere propizi per trovare spazi. Poi toccherà proporre, fare, organizzarsi e questo diventerà il loro vero banco di prova e c'è da prevedere che tutto si farà più difficile.

Il caso greco

Una panoramica di AteneOgni volta che mi è capitato di andare in Grecia, in prevalenza per turismo ma anche per l'attività parlamentare, ho avuto momenti d'emozione cui certo non avevo mai pensato, quando al Classico sudavo sette camicie davanti alle versioni di greco. E invece quelle fatiche e la letteratura studiata le ritrovavo nei luoghi visitati e quelle cose apprese, considerate totalmente inutili da ragazzo, tornavano dal passato nella contemplazione delle tracce di una storia straordinaria, che tanto ha pesato nella formazione del pensiero occidentale.
Il momento culminante è accaduto quando ero Presidente di Commissione al Parlamento europeo, e mi portarono avanti ed indietro in elicottero da Atene in un luogo sperduto del nord del Paese. Vedere dall'elicottero l'enorme "catino" della Capitale con le sue vestigia inglobate in una città caotica e cementificata e sorvolare a lungo il Paese, con i suoi mari e le sue campagne, fu un raro privilegio. Anche la montagna mediterranea, aspra e abbandonata, era bellissima con quella luminosità accecante che domina i panorami. I greci - lo dico incidentalmente - furono preziosi alleati, specie per le loro isole-montagne associate a tanti miti della classicità, nell'aggiungere ai Trattati europee il fatidico "zone di montagna".
Oggi la Grecia arranca ed è l'ultimo vagone del treno europeo e forse quel vagone verrà staccato dal convoglio dell'euro e il Paese ellenico si troverebbe disperatamente solo di fronte ad una crisi tremenda di cui gli stessi greci sono stati responsabili come la cicala sprecona (contrapposta alla virtuosa formica) di Esopo, grande scrittore greco di favole "istruttive" del VI secolo.
Chissà se l'Unione europea riuscirà in extremis a trovare una nuova formula di salvataggio, dopo il disastro delle elezioni greche che ha mostrato una reazione del popolo greco irrazionale di fronte alla povertà in atto. Si tratta di essere ragionevolmente generosi, chiedendo in cambio di voltare pagina con una politica cui va la responsabilità di un Paese che ha vissuto al di sopra delle sue possibilità e non sono stati i soli a farlo.

Una normativa europea

Il materiale trovato dai Carabinieri nel night club di CerviniaChissà che in epoca di "spending review" (l'anglicismo sarebbe poi un più abbordabile "revisione della spesa", che a sua volta sarebbe semplicemente "tagli") non ci si renda conto che sul lato delle entrate si potrebbero fare seri progressi.
La recente chiusura di un bordello a Breuil-Cervinia, le operazioni "antilucciole" di alcuni Comuni come Saint-Vincent le cui strade sono assai animate la notte, le "voci" su di una via aostana con appartamentini molto accoglienti e degni delle vetrine di Amsterdam, l'uso sempre più hot anche in Valle di certe "chat" spalancano, nel limitato orizzonte locale, una bella vista sulla meravigliosa ipocrisia italiana che non intende affrontare il problema della prostituzione.
Della legge Merlin, senatrice socialista promotrice della legge nel 1958, non è neanche più il caso di parlare: si trattava di una normativa moralistica, che mirava a cancellare con norme di legge qualcosa di vecchio come il mondo e che dunque non può essere facile da far sparire. Anzi, le conseguenze delle belle intenzioni sono state il degrado umano e sociale ben visibile per strada o la logica - fatta la legge trovato l'inganno - dei mille escamotage, purtroppo anche per mano delle mafie, per far fessa la giustizia che si trova a svuotare il mare con il cucchiaino. Nessuno rimpiange i "casini", ma formule moderne ci sono in altri Paesi europei e a quelle basterebbe rifarsi.
Ma lo Stato, cioè il Parlamento cui spetta il potere legislativo, tace in Italia sul merito del problema, mentre ha di fatto liberalizzato il gioco d'azzardo, creando una Repubblica basata sul "gratta e vinci" e le lotterie istantanee. Lo stesso Stato lucra sulle sigarette e sull'alcool, altri vizi. Ma, si sa, il sesso è tabù e in questo campo minato meglio la deregulation senza regole vere (comprese quelle igienico-sanitarie) e senza tasse versate.
Mario Monti, paladino della concorrenza e alla ricerca di nuovi settori da spremere, potrebbe occuparsene, non temendo le reazioni che in questo Paese sorgerebbero nel nome della morale pubblica. Non si tratta di parafrasare Cetto La Qualunque e la spassosa parodia berlusconiana del "chiù pilu per tutti", ma di mettere ordine nel caos attuale con tutte le precauzioni del caso, facendo comunque piazza pulita dell'approccio finto proibizionista che ha generato la situazione di degrado sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederla.

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