Figuraccia...

Renata PolveriniSiamo alle comiche! Vorrei conoscere i grandi giuristi - a Palazzo Chigi e purtroppo anche al Quirinale - che, scelta la strada irragionevole del decreto legge, lo hanno scritto con i piedi, dimenticando che le procedure elettorali nel Lazio dipendono da una legge regionale e il Governo ha giocato una partita non sua con invasione di un campo altrui.
Per cui, alla fine, essendo che in Lombardia - su diversa situazione - il decreto non ha inciso su di un responso comunque positivo della Magistratura, resta il pasticciaccio brutto del Lazio con la povera candidata Renata Polverini che si trova come una sportiva squalificato prima della partenza.
Ora che partano, invece, queste benedette elezioni regionali e parliamo di argomenti concreti come la crisi che continua a gelare l'economia: basta guardarsi attorno per capire che la famosa ripresina langue. Intanto, su questa storia del decreto, peccato davvero per l'ennesima figuraccia "all'italiana": più che la culla del Diritto, siamo ormai la patria del... rovescio.

150 anni fa...

Il progetto francese di attacco verso TorinoSono contento che questa sera - con una serie di "rivelazioni" utili per chi ama la Storia - vada in onda, negli spazi televisivi di "RaiVdA" poco prima delle ore 20, un programma di Stefano Viaggio dedicato alle vicende che portarono, 150 anni fa, a quel "Trattato di Torino" che sancì l'annessione della Contea di Nizza e della Savoia alla Francia.
Chi legge la stampa locale di allora avrà conferma di come l'avvenimento fosse stato uno shock per i valdostani che, dopo secoli di convivenza con i savoiardi, si trovarono d'improvviso una frontiera nazionale stabile ed è istruttivo vedere in un posto evocativo come il Piccolo San Bernardo, dagli albori dell'umanità, che cosa sia un luogo di incontro e di giunzione fra sacro e profano, eserciti e turismo, confine e luogo d'incontro, fortini militari e reines al pascolo.
Da quegli episodi nacquero altri due elementi: la "questione linguistica" per la Valle che, persi gli altri territori francofoni, si accentuerà con lo sguardo dei Savoia verso l'Italia e fino alla nascita del vero e proprio Regno d'Italia, nel quale i valdostani, da allora sino ad oggi, diventano minoranza linguistica; e, in secondo luogo, una forte "militarizzazione" della Valle, che si accompagna ad una progressiva marginalizzazione da parte dell'Italia unita, perché la guerra con la Francia resta per lungo tempo uno degli scenari possibili e perché la Valle cessa - con i nazionalismi che esarcerbano le differenze statuali - di essere considerata utile ponte culturale fra popolazioni attigue. Anzi, il progetto di italianizzazione forzata del fascismo cercò di cancellare questa caratteristica, oggi di nuovo centrale nella logica europea.
Bisogna avere consapevolezza di quel passaggio storico dei plebisciti, in verità fasulli, che si tennero nel Nizzardo e in Savoia, perché è stato uno di quegli incroci in cui la strada prescelta influenzò non poco i destini della Valle d'Aosta.

Il cielo in una stanza

L'osservatorio di Saint-BarthélemyL'altro giorno ho visto uno spettacolo scientifico di grande interesse e di elevata capacità divulgativa - illustrato  dal professor Paolo Pellissier - al Planetario di Saint-Barthélemy: steso sulla poltrona reclinabile ho attraversato l'Universo, con un'astronave immaginaria, restando infine con quel senso di insondabile mistero che avvolge lo spazio attorno al nostro piccolo pianeta. Ricordando Gino Paoli vien da dire "Il cielo in una stanza".
Questa struttura, nata come compendio all'Osservatorio (ho già raccontato come la costruzione nacque da un mio casuale incontro con il noto scienziato Tullio Regge, che mi raccontò di come la zona dove poi è sorta la struttura fosse stata candidata - e io non lo sapevo - ad ospitare un importante Osservatorio europeo), è stata costruita con fondi europei dal Comune di Nus e forse sarebbe stato meglio, come ho sempre sostenuto, realizzarla nel fondovalle, creando un link con l'osservatorio, essendo la localizzazione attuale distante da grandi flussi di pubblico, come sarebbe invece avvenuto sfruttando i visitatori del castello di Fénis.
Ma è inutile aver rimpianti e trovo che oggi si debba lavorare per portare pubblico, perché se è vero che l'Osservatorio - grazie in particolare allo scienziato illustre professor Enzo Bertolini - fa parte di una rete di contatti e studi in connessione con il resto del mondo, bisogna però che le due strutture funzionino bene e aiutino anche ad invertire il declino turistico della zona.
Da questo punto di vista direi "S.O.S. investitori": non si può pensare che il pubblico, che ha speso molto nella località per queste strutture scientifiche legate alle stelle e per lo sci, per non dire dell'ostello, possa sostituirsi agli imprenditori privati.

8 marzo

Auguri a tutte le donne!Auguri a tutte le donne che frequentano queste mie pagine! 
L'occasione è la "Festa delle Donna".
Se leggete la storia di questa data - io l'ho rifatto per scriverne - vedrete che alla fine il senso di marcia, fatta pulizia di inesattezze, è evidente: l'8 marzo nasce partendo dall'Internazionale delle donne comuniste per poi diventare un momento per assistere alle trasformazioni del femminismo e, infine, come avviene per altre celebrazioni che perdono per strada tanti significati, occasione di divertimento per gruppi di signore e ragazze, talvolta con uno (declino il genere...) spogliarellista d'ordinanza e forse siamo giunti sulla soglia del disinteresse.
Oggi prosperano, invece, in ossequio al politicamente corretto e nella quotidianità, sofisticate commissioni che producono piani per le "pari opportunità", nuovo credo di questi anni. Insomma: una burocratizzazione dei diritti con tanto di "consigliera di parità".
A me sembra che la vera urgenza permanga la crisi economica con la conseguente crescita della disoccupazione, che colpisce anzitutto le donne, per quanto la Valle resti su medie europee di occupazione femminile.

Il decano della politica valdostana

Io con César Dujany ai tempi del mio primo mandato parlamentareQualche giorno fa, nel programma "Grand Format", che va in onda ogni primo martedì del mese negli spazi del "Programmi Rai" dopo il telegiornale regionale, ho mandato in onda il pezzo di un'intervista a César Dujany, decano dei politici valdostani con i suoi novant'anni.
Questa intervista, pur con il problema tecnico che non posso comparire in video e in voce avendo anche un ruolo politico (condizione che ho accettato), è una parte di materiale più vasto che avevo chiesto a César di avere per realizzare un "coccodrillo".
Il "coccodrillo" è quel materiale preconfezionato che si tiene lì in caso di morte di un personaggio illustre, cosa che ha molto divertito César, per nulla superstizioso.
I suoi racconti sono lucidi e pieni di verve e di testimonianze utili per ricostruire la storia valdostana dagli anni Trenta sino ad oggi. Danno conto soprattutto delle trasformazioni e incrociano la storia personale con i grandi avvenimenti a cavallo fra due millenni.
Assieme, lui Senatore ed io Deputato, abbiamo vissuto elezioni cruciali e anni di lavoro comune che ci hanno legati per sempre: una coppia di ferro.
Da Dujany ho appreso la dote più importante in politica: la pazienza (l'onestà non la cito perché la darei per scontata per chi ha un incarico pubblico).
Ad multos annos!

Anche se c'è poco da ridere...

Oltre la curva inizia la Svizzera...Basta con i formalismi! C'è una data di presentazione della dichiarazione dei redditi? Fatevene un baffo per finirla con lo Stato grassatore.
Vi capita di essere beccati a 1,5 con l'etilometro? Chiara violazione della libertà personale.
Vi trovano con una bomboletta di vernice a scrivere "Bambi ti amo" su un palazzo settecentesco? Invocate l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà d'informazione. 
Le libertà, anzitutto: questo lo slogan vincente.
Anzi, per piacere al popolo dovete accompagnarvi con ninfette, combattere l'invecchiamento con la chirurgia plastica, ostentare lussi sibaritici, raccontare le barzellette ai Capi di Stato esteri.
La libertà vuol dire: basta intercettazioni telefoniche contro i magistrati talebani, considerare il Parlamento un ostacolo nella corsa, usare procedure straordinarie per le "grandi opere" per non perder tempo con gli appalti, commuoversi per la giovane in coma irreversibile («ha le mestruazioni!») e mettere lo spumante nel frigo dei prefabbricati dei terremotati.
Le prossime mosse consigliabili: un decreto legge per far vincere il campionato al Milan, un secondo per chiudere "Sky", un terzo per favorire Piersilvio nella successione.
Fortuna che la Svizzera è vicina.

Caleidoscopio 9 marzo

I vigneti di DonnasCome di consueto, vi propongo in breve gli argomenti che verranno trattati, martedì prossimo, nella trasmissione "Caleidoscopio", in onda su "Radio1" alle 12.35 nella programmazione radio di "RaiVdA".
I vini di montagna, la loro evoluzione e il netto miglioramento di qualità: questi alcuni dei temi affrontati con François Stévenin, presidente del "Cervim", l'organismo pubblico che si occupa della viticoltura montana e non solo.
Con Renzo Bionaz del Comitato organizzatore parleremo delle imminenti "Olimpiadi con le stellette", come si definiscono i "Campionati mondiali militari" che si svolgeranno sulle nostre piste, occasione forse per qualche atleta azzurro di riscattarsi dopo Vancouver.
Sentiremo poi, dopo aver recensito di recente il suo ultimo romanzo, del rapporto fra il giornalista Augusto Grandi e la Valle d'Aosta, che frequenta ormai da quarant'anni.
Infine Christian Diémoz recensisce il recente libro su Franz Elter e la sua famiglia: ritratto esemplare di una personalità coraggiosa e multiforme.

Niente decreto, per fortuna (Invece lo hanno fatto!!!)

Il Presidente Napolitano a BruxellesImmagino lo stato d'animo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Reduce da un grande successo personale a Bruxelles dove è stato in visita alle Istituzioni europee, si è dovuto reimmergere ieri sera nella fanghiglia italiana riguardante i pasticci nella presentazione delle liste in Lombardia e Lazio da parte del PdL.
Parlo di "pasticci" non per una logica assolutoria, perché chi ha trafficato malamente con firme, code, listini lo ha fatto senza tener conto delle procedure di legge e le accorate invocazione alla democrazia sono risibili.
Ieri si parlava di decreto legge, bocciato da Napolitano, che non poteva accettare un vero e proprio blitz in barba alla Costituzione che fissa paletti alla decretazione d'urgenza, oltretutto limitata anni fa dalla Corte Costituzionale e ciò ha evitato il vecchio sport nazionale della reiterazione infinita dei decreti legge.
Sembrano tecnicismi, ma questo è sì argomento che delimita gli abusi a tutela delle regole democratiche.
Vedremo ora le prossime puntate: certo i vecchi partiti, meno glamour e patinati, sapevano presentare le liste ed evitare errori puerili, che pare nascondano camarille al limitare della presentazione appunto per lotte intestine fra correnti interne. Facile prevedere, dopo le elezioni, rimescolamenti di carte nel centro-destra con ricadute anche in Valle.

Una malattia che inquieta

Umberto VeronesiCi sono temi più difficili di altri da trattare: penso ai dati da brivido sul numero di tumori e di conseguenza di ammalati con questa patologia in Valle d'Aosta. 
L'altro giorno, una persona mi apostrofava su questo tema quasi a lasciar intendere che dietro questi preoccupanti dati statistici si nascondesse, celata alla popolazione dalle "autorità", chissà quale segreto. Purtroppo non ce ne sono.
Ricordo, qualche anno da, di essere rimasto senza fiato quando - ad una conferenza avvincente ad Aosta - il Professor Umberto Veronesi spiegò come in futuro una persona su due avrà a che fare con questa malattia.
Basta guardare nel cerchio delle proprie conoscenze per verificare quanto questo scenario sia una minaccia reale, anche se oggi sono in molti a guarire e sono lieto che si sia costruita quella Cobaltoterapia ad Aosta che diminuirà le dolorose trasferte fuori Valle.
Talvolta, nell'accogliere la notizia di una persona conosciuta colpita dal cancro, non si può che essere colti da una certa angoscia, come un accerchiamento che inquieta. E, malgrado i progressi della scienza con studi e cure, restano evidenti misteri da svelare sui perché del cancro e cresce l'attesa di soluzioni per capirne le ragioni (credo che si definisca eziologia) e per avere medicine migliori, specie laddove - come purtroppo da noi - vi è una forte incidenza.

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