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03 mag 2026

Informazione e giornalismo in crisi

Leggo spesso con interesse della riflessioni sulla meritevole testata on line chiamata significativamente ”Professionereporter” sui destini - che ovviamente mi stanno a cuore - dell’informazione nei suoi diversi aspetti: dal lavoro del giornalista al mondo dell’editoria, dallo stato di salute dei diversi media alle novità della rivoluzione digitale.

Materiale prezioso, pensando al ruolo ormai marginale su temi come questi del Sindacato e dell’Ordine dei giornalisti per una responsabilità collettiva a fronte di cambiamenti profondi che irrompono in modo disastroso e esiste una difficoltà oggett...

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02 mag 2026

”Saggio”: una parola, due origini

Ricordo, in un flash, un pensiero di Immanuel Kant che mi colpi: la filosofia come ”scienza della saggezza”, risultato dell’uso maturo della ragione autonoma (”sapere aude”: osa pensare con la tua testa).

Così mi ha incuriosito riflettere sulla singolarità della parola “saggio”, che mi frullava nella testa per la sua ambiguità, causata in realtà dalla mia ignoranza.

In italiano la parola “saggio” è, infatti, polisemica - una parola che possiede più significati correlati tra loro, ma distinti - per la semplice ragione che deriva da due etimologie diverse, che si sono sovrapposte nella lingua it...

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01 mag 2026

Feste civili e religiose: la crisi del 1 Maggio

Tocca riflettere sulle festività, a pochi giorni dal 25 aprile, festa ormai rovinata da cortei di facinorosi, ai quali - come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere - ”del 25 aprile non importa nulla: sono lì per andare contro altri, non in nome dell'unità antifascista; approfittano del contesto per esprimere le proprie idee di parte, mentre il 25 aprile dovrebbe ricordare la prodigiosa unità che seppero trovare repubblicani e monarchici, comunisti e liberali”.

Interessante pensare alla salute delle “feste comandate”, che in Italia mischiano giorni di precetto stabiliti (cioè “comandati”) dall...

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30 apr 2026

Abitare la complessità

La quotidianità incombe su tutti noi e di questi tempi - forse più che in altri - i nostri problemi sembrano amplificarsi in un quadro generale di inquietudini.

Guardate con maggior attenzione un telegiornale qualunque e anche la persona più pacata non può che sentirsi come investita da una valanga di notizie allarmanti, se non angoscianti. E bisogna sapersi scuotere e non cadere in una sorta di gorgo che rischia di inghiottirci.

Devo dire, tuttavia, di essere stato fortunato nella mia vita a non essere mai piombato in routine alienanti e avere sempre avuto, forse per carattere, la possibilità

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29 apr 2026

Manzoni e l’asticella abbassata

Si affievolisce il consenso verso il Governo Meloni, che sembrava sino ad ora essere sfuggito alla caratteristica degli italiani di rottamare i Presidenti del Consiglio, come avviene per le cotte adolescenziali che scemano in fretta.

Sembra che ad un certo punto chiunque sia a Palazzo Chigi scivoli su così tante bucce di banana da creare un rovinoso effetto valanga.

Spicca - anche se saldamente in testa resta il Ministro Nordio con le sue gaffes sulla Giustizia - il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

La polemica più rumorosa riguarda la proposta di spostare la lettura d...

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28 apr 2026

Pasolini, il vuoto della politica e la responsabilità

Quando i giornali ospitavano con continuità interventi scritti di intellettuali vari, oggi costretti a partecipare a talk show litigiosi che sembrano null’altro che pollai rumorosi, nascevano definizioni che sono entrate nel linguaggio comune, arricchendolo.

Penso a Pierpaolo Pasolini che, ovviamente anche con libri e film, coniò e rese popolari diverse espressioni e metafore che sono entrate stabilmente nel lessico italiano contemporaneo, soprattutto nel dibattito politico, culturale e giornalistico. Non sempre si tratta di neologismi puri (parole inventate ex novo), ma di usi metaforici o es...

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27 apr 2026

Černobyl’: quando la nube arrivò fino a noi

Ero un giovane giornalista tv quando avvenne Il disastro di Černobyl' (Chernobyl).

Era il 26 aprile 1986, all'1:23 ora locale, quando scoppiò il reattore numero 4 della centrale nucleare V.I. Lenin, nell'allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

Ebbene, seguii in parecchi reportage come questo avvenimento inaspettato impatto nella piccola Valle d’Aosta. Nessuno sapeva cosa fare e dove andare di fronte alla nuvola radioattiva che arrivò sin da noi.

Ricordo che in tutta la Regione esisteva un solo contatore Geiger, il dispositivo più comune e conosciuto per il rilevamento delle radiazioni...

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26 apr 2026

Corrado Gex: un’eredità che vola ancora

Corrado Gex lo ricordo. Dovevo avere cinque o sei anni e ho negli occhi lui, sul suo aereo, che mi stava facendo il battesimo dell’aria nel cielo di Aosta.

C'erano anche mio papà e mia mamma, che lo conoscevano bene. Ho perso quel certificato con la sua firma, che testimoniava quella mia prima esperienza per aria con una paura boia, cui corrispondevano il buonumore e le risate di Gex per quel bambinello che urlava e se la faceva sotto mentre l’aereo in salita oscillava nel vuoto.

Poi ricordo quella notte - sarà stato due anni dopo - in cui suonò il telefono di casa e mi svegliò. Andai in pigia...

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25 apr 2026

Resistenza: l’importanza della Liberazione

Per chi ha studiato e ammirato la Resistenza - avendo avuto antifascisti e partigiani nella propria famiglia - preoccupa certa narrazione, strumentalizzazione e santificazione di un fenomeno importante.

Esiste un’evidente incompatibilità fra una Resistenza che fu lotta armata coraggiosa e momento di riscatto e piegarne - come avviene talvolta di questi tempi - valori ed idee a pacifismi ideologici e a estremismi che sembrano negare il pluralismo di quei movimenti politici e militari che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, si opposero all'occupazione nazista e al regime fascista della Re...

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24 apr 2026

Autonomia valdostana e l’ “endroumia”

Spesso cito mio zio Séverin Caveri, politico caposaldo dell’Autonomia valdostana contemporanea.

Non lo faccio solo per la parentela, ma con la convinzione di un suo ruolo essenziale in passaggi storici decisivi e anche per certi ammonimenti nei suoi scritti, come messaggi in bottiglia da leggere con gli occhi di oggi.

A lui si deve la segnalazione, buona anche nel presente e nel futuro, attraverso un termine sintetico. Si tratta di endroumia (che in patois indica proprio il torpore, l’intorpidimento) ed una diagnosi lucidissima che Caveri fece già decenni fa, presagendo il rischio che l'auton...

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